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Esteri

La crisi francese e il contagio dell’Europa

 Il prof. Sergio Fabbrini pubblica un editoriale sulle pagine de Il Sole 24 Ore nel quale cerca di analizzare come la profonda crisi politica ed economica che sta vivendo la Francia (instabilità governativa, debito elevato e polarizzazione) abbia conseguenze dirette e negative sul funzionamento del sistema politico dell’Unione Europea, sia sul fronte delle politiche che delle istituzioni.

Scrive Fabbrini: ”La Francia sta attraversando una crisi politica senza precedenti nella storia della Quinta Repubblica (post 1958). Dal 2020 ha avuto sei primi ministri, dal 2024 tre, senza considerare quello appena rinominato. Ha un debito pubblico del 114 per cento e un deficit di bilancio del 5,8 per cento rispetto al Pil del Paese. La politica di quest’ultimo si è polarizzata. Nel Paese transalpino il dibattito si è focalizzato sul funzionamento del suo sistema politico”.

Sintesi dei punti principali:

1. Conseguenze sulle Politiche (Esteri e Sicurezza)

La Francia è un attore chiave per l’UE, essendo l’unico Paese con deterrente nucleare e un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza ONU, oltre a essere promotore di importanti iniziative europee e cooperazioni bilaterali (es. con la Germania) in ambito di difesa. Il Presidente Macron è stato tra i leader più attivi nel sostenere l’Ucraina (anche tramite la “Coalizione dei volenterosi” al di fuori dell’UE per neutralizzare i veti) e nel rafforzare i sistemi di difesa nazionali.

Tuttavia, poiché la crisi francese ha un’origine nella politica di bilancio, Fabbrini ritiene improbabile che la Francia possa mantenere le necessarie risorse e la leadership per sostenere e far progredire tali iniziative di politica estera e di sicurezza.

2. Conseguenze Istituzionali (Fragilità dell’UE)

La crisi mette in luce la fragilità del sistema decisionale dell’UE, in particolare nelle politiche vicine alla sovranità nazionale (come esteri e sicurezza). In questi ambiti, il potere è monopolizzato dal Consiglio europeo (i Capi di Governo), che opera sulla base del principio di unanimità.

  • Stallo Decisionale: Questo sistema intergovernativo genera divisioni e stallo decisionale (es. sulla posizione verso Israele o la Russia).
  • Perdita di Leadership: Le decisioni sono spesso prese solo sotto la pressione di emergenze e grazie alla leadership di Paesi influenti come la Francia. La debolezza interna di Macron rende però improbabile che possa continuare a esercitare questa influenza nei futuri Consigli europei.
  • Centralità Critica: L’autore critica la centralità decisionale acquisita dal Consiglio europeo, che non è bilanciata da un legislativo operante allo stesso livello, rendendolo vulnerabile alle “tempeste nazionali”.
  • Rischio Contagio: Fabbrini avverte che l’eventuale ingresso nel Consiglio europeo di leader sovranisti o di estrema destra provenienti da Paesi chiave (come una vittoria lepenista in Francia o l’AfD in Germania) trasformerebbe i problemi interni di un singolo Stato in un “scompenso respiratorio irreversibile a Bruxelles”.

Conclusione

In sintesi, la crisi francese espone i limiti dell’intero sistema politico dell’UE, che risulta incapace di prendere decisioni decisive di fronte a sfide esistenziali perché prigioniero di un meccanismo istituzionale pensato per l’ordinarietà e non per la straordinarietà. Riformarlo è difficile, ma difenderlo è ormai ingiustificabile.

15 ottobre 2025