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Esteri

L’apocalisse ha cambiato indirizzo

Riccardo Luna ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo nel quale sostiene che nell’assemblea generale dell’Onu i ”grandi” della Terra si sono dimenticati di affrontare il gigantesco problema del surriscaldamento del pianeta. Il climate change è stato «scalzato» dai timori per l’Ai. L’allarme per la Terra c’è ancora. Ma bisogna parlarne con speranza.

Scrive Luna: ”Il cambiamento climatico non è scomparso; al contrario, ha accelerato. Proprio come avevano previsto gli scienziati, è entrato nelle nostre vite e nelle nostre case, indipendentemente dal fatto che siamo ambientalisti, negazionisti o indifferenti al tema. È stata l’estate peggiore della nostra vita. Gli anziani hanno subito una sorta di lockdown climatico, chiusi in casa per mesi per non morire; i lavoratori nelle fabbriche hanno dovuto subire temperature insopportabili; gli agricoltori hanno affrontato incendi, alluvioni e siccità di intensità senza precedenti. E il mare — il nostro Mar Mediterraneo — era bollente. Mai così caldo da migliaia di anni”.

E continua: ”In totale si calcola che l’impatto sulle economie europee degli eventi meteorologici estremi del 2026 sarà di circa 180 miliardi di euro, circa l’1 per cento del prodotto interno lordo. È una ricchezza che abbiamo perso tutti”.

E conclude: ”In un dibattito politico in cui i partiti si contendono il tema della sicurezza — sebbene gli ultimi dati del ministero dell’interno abbiano confermato una tendenza in atto da anni di riduzione di omicidi, furti e rapine — parlare di cambiamento climatico vuol dire parlare anche di sicurezza delle persone, di protezione degli anziani e dei bambini, dei lavoratori e delle imprese; vuol dire parlare di cura dei territori per renderli resilienti alla furia degli elementi. L’adattamento va fatto ora, subito. E la cosiddetta mitigazione (cioè il complesso di azioni per ridurre le emissioni inquinanti) va accelerata puntando senza altri indugi sulle energie rinnovabili perché altrimenti non sarà un impianto di aria condizionata ogni anno più potente a salvarci”.

Luna sostiene che negli ultimi anni il cambiamento climatico abbia perso il primato nell’immaginario delle grandi minacce globali, sostituito soprattutto dall’intelligenza artificiale. Se nel 2019, con Greta Thunberg, il clima era al centro delle paure per il futuro dell’umanità, oggi l’AI è diventata il nuovo simbolo del possibile rischio esistenziale.

Questo spostamento dell’attenzione, però, non significa affatto che la crisi climatica sia diminuita. Al contrario, secondo Luna, gli effetti del riscaldamento globale sono ormai entrati concretamente nella vita quotidiana: ondate di calore, incendi, siccità, alluvioni, danni all’agricoltura e temperature eccezionali del Mediterraneo. Il cambiamento climatico non è più soltanto una previsione scientifica sul futuro, ma una realtà presente.

L’autore richiama gli ultimi dati presentati dallo scienziato Johan Rockström, secondo cui la situazione del pianeta continua a peggiorare. Emissioni di CO₂ e temperature globali hanno raggiunto livelli record e il superamento della soglia di 1,5 °C prevista dagli Accordi di Parigi rende ancora più urgente intervenire.

Ma Luna individua soprattutto un cambiamento nel modo di comunicare l’emergenza climatica. Anche Rockström, che in passato aveva accompagnato Greta Thunberg, oggi insiste meno sul rischio dell’“apocalisse” e maggiormente su soluzioni, adattamento e speranza. L’idea è che rappresentare continuamente la fine del mondo possa produrre paura e paralisi invece di mobilitare le persone.

Da qui deriva la proposta centrale dell’articolo: parlare del clima soprattutto come una questione di sicurezza e di protezione delle persone. Le ondate di calore minacciano anziani e bambini, le temperature estreme incidono sulla salute dei lavoratori, gli eventi meteorologici danneggiano imprese, agricoltura e territori. Secondo le stime citate da Luna, gli eventi estremi del 2026 potrebbero costare alle economie europee circa 180 miliardi di euro, pari a circa l’1% del PIL.

Luna distingue quindi due direzioni d’intervento:

  • adattamento, cioè rendere subito città, infrastrutture e territori più resilienti al nuovo clima;
  • mitigazione, cioè ridurre rapidamente le emissioni, soprattutto attraverso una maggiore diffusione delle energie rinnovabili.

La conclusione è anche un appello alla politica: il clima dovrebbe tornare al centro del dibattito pubblico, ma attraverso un linguaggio diverso da quello catastrofista del passato. Non soltanto paura della fine del mondo, dunque, ma sicurezza, protezione, investimenti, innovazione e speranza.

Il messaggio centrale

La tesi di Luna può essere riassunta così:

Il problema climatico non è scomparso perché abbiamo smesso di parlarne; è diventato ancora più concreto. È cambiato invece il modo in cui dovremmo raccontarlo: meno apocalisse, più soluzioni.

E c’è un passaggio politico particolarmente significativo: la lotta al cambiamento climatico viene ricondotta dal terreno dell’ambientalismo a quello della sicurezza e della tutela concreta dei cittadini. In questo modo, secondo Luna, il tema può tornare a essere una priorità collettiva senza dipendere dalla paura dell’apocalisse.

1 ottobre 2026