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Editoriali

L’incerto futuro dei partiti

Sabino Cassese ha pubblicato un editoriale sul Corriere della Sera nel quale scrive dei grandi problemi di cui soffrono le nostre democrazie nell’epoca dell’imprevedibilità: le certezze che mancano e il bisogno di punti di riferimento. Non bisogna assicurare la permanenza dei governanti o dei loro consensi .Si deve però assicurare la continuità delle garanzie.

Sostiene Cassese: ”L’Italia ha conosciuto cambiamenti rapidi. Tra le politiche del 2018 e quelle del 2022, Fratelli d’Italia ha più che quintuplicato i voti ricevuti alla Camera; Forza Italia li ha visti dimezzarsi; il Movimento 5 Stelle ne ha perduti circa tre su cinque. Le appartenenze politiche non garantiscono più la continuità dei consensi”.

E prosegue: ”Il problema costituzionale emerge quando la volontà personale pretende di prevalere sui vincoli delle istituzioni. La tradizione statunitense offre un termine di confronto preciso: la Costituzione del Massachusetts del 1780 lega la separazione dei poteri all’obiettivo di un governo delle leggi, non degli uomini. La «Rule of Law» è l’opposto della «Rule of Man». Personalizzare il potere significa mettere sotto pressione quel principio. La democrazia non può assicurare la permanenza dei governanti o dei loro consensi. Deve però assicurare la continuità delle garanzie. Il terreno saldo di cui abbiamo bisogno è quello delle regole che valgono anche per chi vince”.

Sabino Cassese parte da una riflessione di Stefan Zweig sul venir meno delle certezze e la applica alla democrazia contemporanea: anche oggi, secondo l’autore, è sempre più difficile fare affidamento sulla continuità delle cose, soprattutto in politica.

Il primo elemento di imprevedibilità riguarda gli elettori. I dati delle elezioni in Sassonia-Anhalt e quelli italiani mostrano quanto rapidamente possano cambiare le preferenze politiche. In Italia, tra il 2018 e il 2022, Fratelli d’Italia è cresciuto enormemente, mentre Forza Italia e Movimento 5 Stelle hanno perso una parte consistente dei loro consensi. Questo dimostra che l’appartenenza a un partito non garantisce più la fedeltà dell’elettorato.

A rendere ancora più incerto il quadro c’è l’astensionismo. L’affluenza alle elezioni politiche italiane è passata dall’88% del 1983 al 64% del 2022. Milioni di cittadini non votano, ma gli astensionisti non costituiscono un gruppo politicamente omogeneo: non sappiamo quanti torneranno alle urne né quale proposta politica potrebbe convincerli. Per questo, secondo Cassese, nella discussione sulla legge elettorale non bisogna occuparsi soltanto della stabilità dei governi, ma anche della rappresentanza e della partecipazione dei cittadini.

La mobilità del consenso produce inoltre conseguenze sui partiti. Da un lato può costringerli ad ascoltare maggiormente gli elettori; dall’altro può indurli a privilegiare il consenso immediato rispetto a politiche i cui risultati richiedono tempo.

Cassese introduce poi una seconda forma di imprevedibilità, più problematica: non quella delle scelte degli elettori, che è parte naturale della democrazia, ma quella legata al modo in cui viene esercitato il potere. Attraverso il riferimento a Donald Trump e alle memorie di Jens Stoltenberg, l’autore sottolinea come il comportamento imprevedibile di un singolo leader possa mettere in discussione la fiducia e la stabilità delle istituzioni e degli impegni internazionali.

Da qui emerge il tema centrale dell’articolo: la contrapposizione tra il governo degli uomini e il governo delle regole. La democrazia non deve garantire che determinati governanti rimangano al potere o che conservino i propri consensi; deve invece garantire che, anche quando il potere cambia mano, le regole, i diritti e le garanzie fondamentali rimangano stabili.

In una frase

La tesi di Cassese è che, in un’epoca in cui elettori, partiti e governanti sono sempre meno prevedibili, la democrazia non può offrire la certezza dei risultati politici, ma deve offrire la certezza delle regole e delle garanzie istituzionali, che devono valere anche per chi detiene il potere.

Idea chiave: non serve assicurare la permanenza dei governanti; serve assicurare la continuità delle garanzie.

16 settembre 2026