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Scienza & Tecnologia

Trump: «Cospirazione contro l’Ai». Per Pechino è una minaccia al partito

Giuliana Ferraino ha pubblicato un articolo in cui esamina il crescente dibattito globale sui rischi dell’intelligenza artificiale avanzata e lo scontro politico e finanziario sulle regole da adottare.

Scrive Ferraino: ”Donald Trump ha attaccato Amodei. «L’unico controllo o guardrail di cui l’Ai ha bisogno è un presidente forte e intelligente (con un quoziente intellettivo elevato), e gli Stati Uniti certamente ne hanno uno», ha scritto ieri sul social Truth. Ha accusato il ceo di Anthropic, «che ora finge di essere un angioletto», e definito i timori sulla sicurezza dell’ai una «cospirazione malata» e un’altra delle «bufale e truffe» ai danni dell’america. Trump si chiede perché i leader del settore invochino regole che potrebbero portarli «alla rovina e al fallimento». Per lui la priorità resta battere la Cina: «Chi vince nell’Ai, vince».

E prosegue: ”Pechino respinge la lettura di Amodei, che vuole mantenere i limiti alla vendita dei chip più avanzati alla Cina e considera un primato cinese nell’Ai «un grave pericolo per gli Usa e il mondo». Il ministero degli Esteri lo accusa di «allarmismo». Ma anche a Pechino crescono i timori: Chen Yixin, capo dell’intelligence cinese, avverte che l’Ai può minacciare la sicurezza politica e ideologica del partito comunista e diventare uno strumento di cyberattacchi, spionaggio e «guerra cognitiva». Non chiede di rallentare i modelli, ma più controllo del partito sull’intelligenza artificiale”.

E conclude: ”Demis Hassabis, cofondatore di Google Deepmind e premio Nobel per la Chimica, guarda a regole internazionali: propone un organismo indipendente che valuti i modelli più avanzati prima del rilascio, un primo passo verso standard internazionali. Il presidente Sergio Mattarella, nel messaggio di compleanno a Papa Leone XIV, ricorda che le nuove tecnologie «dischiudono possibilità inusitate», ma possono «mettere a repentaglio la centralità dell’essere umano». Negli Usa il confronto sulle regole è appena cominciato. L’Europa alcune di quelle regole le ha già scritte con l’Ai Act, contestato proprio dalle Big Tech americane”.

Allarme dei creatori di Ai e impatto sui mercati

Dario Amodei (ceo di Anthropic), affiancato da figure come Sam Altman ed Elon Musk, ha lanciato un allarme: entro 6-12 mesi agenti Ai potrebbero prendere il controllo di Internet provocando danni da centinaia di miliardi di dollari. L’ipotesi di un rallentamento dello sviluppo ha fatto crollare a Wall Street e Tokyo i titoli dei chip e dei grandi investitori del settore (Nvidia, AMD, Micron, Softbank).

La reazione di Trump e della politica USA

Donald Trump ha respinto le preoccupazioni definendole una “cospirazione malata” e una truffa per danneggiare gli USA, sostenendo che l’unico controllo necessario sia un presidente forte. Per Trump la priorità resta battere la Cina. Il vicepresidente JD Vance guarda con sospetto alle richieste di regolamentazione fatte dalle stesse Big Tech, definendole un possibile “cavallo di Troia”, mentre la Camera prepara un incontro tra Trump e i leader del settore.

Contraddizioni e proposte di regolamentazione

Mentre Anthropic prepara l’IPO da 2.000 miliardi di dollari, Amodei propone controllori indipendenti, standard comuni e regole obbligatorie per i modelli di frontiera. Nel frattempo:

  • Microsoft ha rilasciato un codice di condotta per garantire il controllo umano (i modelli non devono opporsi allo spegnimento).
  • Demis Hassabis (Google DeepMind) propone un organismo internazionale d’impatto indipendente.
  • Barack Obama sostiene l’appello alla regolamentazione per la politica democratica.

La posizione della Cina

Pechino accusa Amodei di “allarmismo” per via dei limiti all’export di chip. Tuttavia, l’intelligence cinese (con Chen Yixin) considera l’AI una minaccia per la sicurezza ideologica del Partito Comunista e un potenziale strumento per ciberattacchi o “guerra cognitiva”. La risposta cinese non è rallentare, ma aumentare il controllo del Partito.

La visione etica europea e di Mattarella

Mentre negli USA il confronto è aperto e l’Europa ha già varato l’Ai Act (osteggiato dalle tech americane), il Presidente Sergio Mattarella ha ricordato che le nuove tecnologie non devono mai “mettere a repentaglio la centralità dell’essere umano”.

15 settembre 2026