Il prof. Angelo Panebianco ha pubblicato sul Corriere della Sera un editoriale nel quale sostiene la tesi che chiunque vinca le elezioni in Italia nel prossimo anno, le coalizioni politiche che si fronteggiano attualmente non sono destinate ad avere una lunga vita. Il mastice rappresentato dal potere o dall’aspirazione al potere è spesso in grado di tenere insieme anche il diavolo e l’acqua santa. Ma succede che a volte si scatenino forze così potenti da mandare in pezzi le coalizioni che siano divise sui «fondamentali». Per fondamentali, prima di tutto e soprattutto, si intende l’esistenza o meno di un solido accordo sulle scelte di fondo di politica estera e sulla postura internazionale del Paese a fronte delle minacce esterne. Fossimo in un’epoca di stabilità e pace non avrebbe senso parlarne. Ma non lo siamo.
Scrive Panebianco: ”Chi vota per partiti estremisti non pensa, per lo più, alla politica estera. Vuole punire gli establishment per le più diverse ragioni. Il rifiuto degli stranieri è una delle principali. Ma il risultato è comunque una spinta a favore di forze che premono per un riallineamento dell’europa sulla decisiva questione del rapporto con la Russia. Per inciso, la Sassonia sembra essere un laboratorio politico: la disponibilità della formazione di estrema sinistra Bündnis Sahra Wagenknecht (Bsw) di appoggiare un governo guidato da AfD è il segno delle loro affinità. È plausibile che convergenze simili si verifichino, oltre che in Germania, anche in altri Paesi europei. Per chi li vuol vedere i segni sono evidenti anche in Italia”.
E aggiunge: ”Per venire agli auspici non si tratta di ricostituire il «centro» come lo intendono certuni che si dicono centristi e per i quali il suddetto centro va inteso come un luogo fisico, un luogo della geografia parlamentare, occupando il quale si arriva a godere di una rendita di posizione tale per cui ci si può alleare ora con la sinistra e ora con la destra. Si tratta piuttosto di auspicare la convergenza fra forze, di varie origine, storie pregresse e colori politici, che, pur mantenendo differenti posizioni su questioni di politica interna, condividano il rifiuto dell’appeasement e siano in grado di contrastare le forze di opposto orientamento. Anch’esse di varie provenienze e colori”.
1. La fragilità delle coalizioni politiche italiane
Panebianco ipotizza che le attuali coalizioni politiche in Italia siano destinate a dissolversi nel tempo, indipendentemente dall’esito delle prossime elezioni. Sebbene l’aspirazione al potere riesca a tenere insieme partiti eterogenei, l’assenza di un accordo sui «fondamentali» — in particolare la politica estera e la difesa di fronte alle minacce internazionali — rende le alleanze instabili di fronte alle crisi globali.
2. Lo “tsunami” europeo e la guerra ibrida
L’Europa si trova colpita da due forze convergenti:
- La progressiva fine della protezione americana;
- Il risorgente imperialismo russo guidato da Vladimir Putin.
A questo si aggiunge una guerra ibrida non dichiarata contro l’Europa (attacchi informatici, ingerenze politiche e sabotaggi a infrastrutture strategiche) la cui percezione da parte dei cittadini è finora limitata, ma che diverrà sempre più difficile da ignorare.
3. Il nuovo asse di spaccatura: deterrenza vs appeasement
In tempi di stabilità la politica si divide su questioni economico-sociali o etiche. Con l’aggravarsi della turbolenza internazionale, la frattura principale in Europa diventerà quella tra:
- Sostenitori della deterrenza: coloro che intendono difendere l’Europa e continuare ad appoggiare l’Ucraina;
- Fautori dell’appeasement: coloro che propendono per l’accettazione delle pretese russe, accomunati da orientamenti illiberali (come dimostrano le convergenze tra estrema destra ed estrema sinistra, ad esempio in Germania tra AfD e BSW).
4. Conseguenze sul quadro politico italiano
L’impatto del contesto internazionale porterà inevitabilmente alla scomposizione o implosione delle coalizioni attuali e a possibili scissioni nei partiti:
- In caso di pareggio elettorale, la ristrutturazione del quadro politico avverrà in tempi immediati.
- In caso di vittoria netta di uno dei due schieramenti, la destabilizzazione richiederà più tempo, ma sarà comunque inevitabile con il deteriorarsi della situazione internazionale.
5. Conclusione e auspicio dell’autore
Panebianco chiarisce che l’obiettivo non deve essere la ricostituzione di un “centro” inteso come mero spazio d’opportunismo parlamentare. L’auspicio è invece la nascita di una convergenza trasversale tra forze di varia provenienza politica che condividano il rifiuto dell’appeasement e la ferma difesa della collocazione internazionale e democratica del Paese.
13 settembre 2026





