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Editoriali Politica

La sveglia dell’agenda Marina

Claudio Cerasa ha pubblicato su Il Foglio un articolo in cui accenna alcune critiche sulla cosiddetta fase 2 che la premier Giorgia Meloni si appresta ad imprimere al suo traballante esecutivo alla vigilia delle elezioni politiche che si avvicinano sempre più.

Suggerisce Cerasa: ”Un pezzo del futuro del centro-destra, e anche del governo, passa anche dalla capacità di mettere a fuoco la nuova direzione di marcia che riguarda il secondo partito della coalizione, ovvero Forza Italia, che come Fratelli d’Italia, all’indomani del referendum, ha scelto, per volontà prima di tutto di Marina Berlusconi, di fare qualche passo in avanti per superare lo status quo e immaginare di dare un contributo per evitare che governare significhi semplicemente tirare a campare. Capire l’agenda Marina, se vogliamo, significa capire verso quale direzione un pezzo importante della maggioranza si muoverà nei prossimi mesi per uscire dalle sabbie mobili, come si dice, per trovare una sua vitalità e per cercare argomenti solidi per scongiurare un rischio possibile, ovvero che la vittoria del No al referendum trasformi il centrodestra in una coalizione capricciosa, autolesionistica, demagogica, populista, intenzionata solo a coltivare le rendite di posizione e gli orticelli personali. E sfogliare l’agenda Marina significa provare a dare al centrodestra, e anche a Forza Italia, una spinta decisa su alcuni punti importanti, che sono poi i punti cruciali di cui dovrebbe tener conto una forza di governo che sogna di trasformare il centrodestra in un motore di cambiamento possibile e non di conservazione dell’esistente. Sul tema di governo, in generale, seguire l’agenda Marina significa avere, in economia, una più marcata impronta liberale: più concorrenza, nuove liberalizzazioni, meno pressione fiscale e maggiori incentivi alle imprese, tornando a una linea espansiva di politica economica che rimetta al centro anche il nodo, tanto difficile quanto sempre meno affrontato, del taglio della spesa improduttiva”.


Idea centrale

Cerasa sostiene che il centrodestra italiano rischia di limitarsi a “tirare a campare” (cioè governare senza visione), ma può evitare questo destino seguendo una nuova linea politica ispirata alla cosiddetta “agenda Marina”, legata a Marina Berlusconi.


Cosa significa “agenda Marina”

È una proposta di discontinuità per rilanciare Forza Italia e l’intero centrodestra, basata su alcuni punti chiave:

  • Economia più liberale:
    meno tasse, più concorrenza, liberalizzazioni, incentivi alle imprese e taglio della spesa pubblica improduttiva.
  • Stato meno invasivo:
    il centrodestra deve alleggerire il peso dello Stato e usare le risorse per sostenere salari e crescita.
  • Politica estera equilibrata:
    atlantismo sì, ma con distanza dal “trumpismo” (critica a un rapporto troppo subordinato agli USA).
  • Europa più attiva:
    l’Italia deve contare di più in Europa, sostenendo riforme come il superamento dell’unanimità e meno burocrazia, in linea con parte dell’agenda Draghi.
  • Diritti civili e giustizia:
    servono azioni concrete sui diritti e difesa del garantismo, senza arretramenti.

Impatto su Forza Italia

Per Forza Italia, questa agenda implica:

  • rinnovarsi con idee forti e identitarie
  • attrarre giovani e competenze esterne
  • rafforzare la leadership di Antonio Tajani
  • evitare logiche interne e personalismi

Implicazioni per il governo

L’agenda Marina può influenzare anche Giorgia Meloni:

  • spingendo il governo a essere più ambizioso
  • evitando immobilismo e populismo
  • rendendo il centrodestra più europeista, liberale e credibile

Conclusione

Dopo il referendum, il centrodestra è a un bivio:

  • continuare senza visione
  • oppure rilanciarsi con un progetto politico più ambizioso

L’“agenda Marina” rappresenta, secondo Cerasa, una possibile scossa (una “sveglia”) per trasformare la coalizione da forza conservativa a motore di cambiamento.

1 aprile 2026