Marcello Sorgi ha pubblicato su La Stampa un editoriale in cui sottolinea alcune criticità dell’operato del governo Meloni nei suoi primi quattro anni (quasi) di legislatura.
Scrive Sorgi: ”Meloni e Giorgetti, lo scorso anno, tirando la cinghia, giocarono tutto sul tavolo della chiusura della procedura d’infrazione da parte di Bruxelles e sfiorarono l’obiettivo del 3 per cento nel rapporto tra deficit e pil per un decimale, ottenendo il 3,1”.
E prosegue: ”È chiaro lo spirito con cui si accosta alla scadenza: un attacco frontale alla sinistra che continua a ripetere che il governo non ha fatto niente. Niente?, obietta Meloni. Ma provateci voi a governare un Paese uscito dal Covid carico di debiti, alle prese con due guerre, Ucraina e Medio Oriente, e adesso con la terza, in Iran, che sta provocando la più grave crisi energetica degli ultimi decenni”.
La nuova manovra di bilancio: a differenza dello scorso anno, caratterizzato da una forte stretta sui conti per chiudere la procedura d’infrazione con Bruxelles (deficit/PIL sfiorato al 3,1%), la nuova legge di stabilità in gestazione sarà da circa 30 miliardi, sostenuta dai fondi europei. Pur non potendo soddisfare le richieste della Lega né volendo inimicarsi le banche con la tassa sugli “extraprofitti”, la manovra cercherà di venire incontro a famiglie e imprese.
Il bilancio dei quattro anni: la definizione del budget non guarda solo ai prossimi anni, ma fa parte del bilancio complessivo dell’operato del governo che Giorgia Meloni presenterà a Bari in occasione del record di durata della sua esecutivo.
La risposta all’opposizione e la situazione economica: in linea con la sua recente intervista al New York Times, la premier intende respingere le critiche della sinistra (che accusa il governo di non aver fatto nulla), evidenziando di aver gestito il Paese in un contesto difficilissimo: l’eredità dei debiti del Covid, due guerre (Ucraina e Medio Oriente) e la crisi energetica legata al conflitto in Iran. Meloni sottolinea inoltre come l’Italia stia navigando in acque migliori rispetto a grandi Paesi europei come Germania, Francia e Gran Bretagna.
Prospettive elettorali e stabilità politica: il traguardo della stabilità di governo, la manovra economica e l’avanzamento della legge elettorale rappresentano per Meloni i punti di forza con cui chiedere agli elettori un nuovo mandato. La premier è convinta che il centrodestra possa vincere da solo (senza il supporto di Vannacci) e che le divisioni interne al centrosinistra rimangano insormontabili.
30 agosto 2026





