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Nel silenzio la scienza è più debole

Paolo Giordano ha pubblicato sul Corriere della Sera un editoriale nel quale scrive di politica e salute. Per lui la decisione di Fauci di non parlare al Congresso americano sul Covid ha reso tutto più difficile per gli scienziati. L’effetto è certamente negativo. Il silenzio dello scienziato, legittimo dal punto di vista giuridico e personale, ha avvilito e forse danneggiato la comunità scientifica.

Scrive Giordano: ”Alla fine rimangono loro. I detrattori, i negazionisti, i tendenziosi, i teorici del complotto. Quando tutti gli altri si sono stancati, o semplicemente sono passati oltre, loro sono ancora lì. Hanno una tenacia diversa, e forse più motivazione. Ormai lo abbiamo visto succedere in molti casi. Non solo con la pandemia, anche con l’invasione russa dell’ucraina, con i cambiamenti climatici. Lentamente le pagine dei giornali, i palinsesti televisivi e i social media si svuotano delle voci più caute. Le voci di chi analizza, di chi tiene in considerazione i dati eccetera. Come da un corso d’acqua che si prosciuga, emerge il fondo sassoso e immobile degli antagonisti. È come se la ragionevolezza avesse un tempo di decadimento nel dibattito pubblico, ma la propaganda contraria no. Attende, alligna, fino a quando arriva il suo momento per dominare il discorso”.

E aggiunge: ”Una breve ricapitolazione. Anthony Fauci è stato il volto mondiale della medicina per tutto il tempo della pandemia. Ha guidato per anni il National Institute of Allergy and Infectious Diseases, ed è stato consigliere scientifico prima sotto Trump poi sotto Biden. Ce lo ricordiamo tutti. Consapevole delle ritorsioni a cui sarebbe andato incontro nel secondo mandato di Trump, Joe Biden gli ha concesso la protezione giuridica. Una sorta di grazia preventiva. È stato uno dei suoi ultimi atti come presidente. Ma non è bastato. Trump si è rimesso subito a inveire contro Fauci. Qualche tempo fa il segretario della sanità Robert Kennedy Jr. è venuto in possesso di un diario che Fauci aveva tenuto nel periodo della pandemia e incautamente salvato su un computer dell’amministrazione. Ha trasmesso il diario al senatore repubblicano Rand Paul, persecutore numero uno di Fauci, che lo ha pubblicato online. C’è stata un’audizione al congresso, l’ennesima. Ma questa volta, davanti alle domande su argomenti triti e ritriti — e sull’origine del virus —, Fauci ha deciso di trincerarsi dietro il quinto emendamento. Di avvalersi cioè della facoltà di non rispondere. A nessuna delle domande. Nemmeno sul giorno della settimana o il colore della cravatta che indossava”.

Per concludere: ”In Vita di Galileo, Andrea Sarti, un tempo allievo di Galilei, va a trovare il maestro, anni dopo la sua abiura davanti all’inquisizione. Andrea porta a Galilei la notizia del «contraccolpo» che il suo atto di codardia ha provocato. Un contraccolpo «salutare per la Chiesa» e dannosissimo per la scienza. Dopo l’abiura di Galilei, infatti, Cartesio «ha chiuso nel cassetto il suo trattato sulla natura della luce» e altri hanno rinunciato alla ricerca scientifica del tutto. Come se il tradimento della verità, dice Brecht, producesse onde di tradimento concentriche, che si allargano fino a chissà dove e chissà chi. Forse è eccessivo paragonare Fauci che si avvale della facoltà di non rispondere davanti al congresso all’abiura di Galilei davanti all’inquisizione. O forse non lo è. Di certo, la comunità scientifica oggi è un po’ più debole di com’era prima”.

La tenacia della disinformazione e il ritiro della ragionevolezza

Giordano esordisce osservando come, nel dibattito pubblico su grandi temi (Covid, guerra in Ucraina, cambiamento climatico), le voci caute e basate sui dati tendano col tempo a ritirarsi per stanchezza. Nel vuoto rimasto emergono i detrattori, i complottisti e i teorici della propaganda, dotati di una tenacia tale da dominare la scena quando la ragionevolezza si perde.

Il caso Fauci: la scelta del silenzio

L’ultima audizione di Anthony Fauci al Congresso americano rappresenta, secondo l’autore, la resa della scienza di fronte all’antiscienza.

  • I fatti: dopo essere stato tutelato da Biden con una protezione giuridica preventiva, Fauci è stato nuovamente attaccato da Donald Trump e dal segretario alla Sanità Robert Kennedy Jr., che ha fornito un suo diario personale al senatore Rand Paul.
  • La decisione: di fronte all’ennesima audizione incentrata sulle solite accuse e sull’origine del virus, Fauci ha scelto di avvalersi del quinto emendamento, rifiutandosi di rispondere a qualsiasi domanda.

I contenuti del diario e la mancanza di «prove schiaccianti»

Giordano sottolinea che dal diario di Fauci non emergono novità scandalose o rilevanti per la gestione pubblica e scientifica della pandemia: si notano solo cambi di visione già noti (come sulle mascherine), piccolezze umane e vanità per la notorietà. Anche la diatriba sull’origine del virus (fuga da laboratorio vs. salto di specie zoonotico) rimane immutata: non sono state fornite prove decisive per la tesi del laboratorio, e la comunità scientifica continua a ritenere più probabile l’origine naturale.

L’impatto e le conseguenze per la scienza

Il silenzio di Fauci, pur legittimo sul piano personale e giuridico, ha un impatto distruttivo:

  1. Alimenta le teorie del complotto: rifiutando il confronto, Fauci lascia campo libero alle speculazioni di chi vuole vedere nella pandemia un piano orchestrato o un inganno.
  2. Danneggia la collettività scientifica: la scelta di “sventolare bandiera bianca” abbandona la comunità di scienziati, medici e amministratori che ha operato durante l’emergenza.

L’elaborazione mancata della pandemia e il parallelo con Galilei

L’autore evidenzia come la società non abbia mai elaborato il trauma della pandemia: mancano riflessioni sul lutto collettivo, sulle responsabilità e sulla lacerazione sociale, rimpiazzate negli USA dalla caccia al capro espiatorio e in Italia da commissioni d’inchiesta di facciata.

Infine, Giordano cita la Vita di Galileo di Bertolt Brecht: come l’abiura di Galileo portò altri scienziati (tra cui Cartesio) a ritirarsi e a nascondere le proprie ricerche, così il silenzio di Fauci rischia di generare un “contraccolpo” distruttivo per il futuro, lasciando la comunità scientifica globale sensibilmente più debole di prima.

10 agosto 2026