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Esteri

Viaggio nel fortino della destra che deciderà il futuro di Farage. L’alternativa? Mr. Spazzatura

Giuseppe Sarcina ha pubblicato un editoriale sul Corriere della Sera nel quale racconta che a Clacton-on-Sea, cittadina di 55 mila abitanti sulla costa sudorientale dell’Inghilterra, gli elettori si troveranno tra le mani una scheda lunga un metro. Tra i 34 candidati, record per l’intero Regno Unito, la vera sfida è tra Nigel Farage, il leader di Reform Uk, oggi il primo partito nei sondaggi a livello nazionale, e Count Binface, un commediante, Jonathan Harvey, che si presenta travestito da guerriero spaziale, con un bidone della spazzatura in testa.

Scrive Sarcina: ”Lo scorso 7 luglio, Farage ha lasciato il seggio da deputato, inseguito da un’indagine parlamentare su un finanziamento non dichiarato: 5 milioni di sterline (5,84 milioni di euro) versate da Christopher Harborne, businessman britannico-thailandese specializzato in criptovalute. Il campione della Brexit si è appellato «ai cittadini di Clacton»: saranno loro a giudicare se merita di tornare nell’aula di Westminster, annullando le accuse «dell’establishment». Farage è certo della rielezione senza sforzi nello stesso distretto dove nel 2024 raccolse il 46% dei voti. Laburisti, conservatori, liberaldemocratici e Verdi hanno deciso di non presentarsi per non legittimare la manovra di Farage, che è l’essenza del populismo: ho i voti e quindi le inchieste, le istituzioni non contano”.

E prosegue: ”In teoria saremmo davanti a un passaggio politico di grande importanza nazionale e non solo, che accende l’interesse dei media perché potrebbe indirizzare la discussione del momento: Farage è destinato a diventare il primo ministro del Regno Unito, o la sua fortuna politica sta declinando? Interrogativi che non sembrano lasciare alcun segno nel territorio chiamato a dare una prima significativa risposta. A Clacton non si vedono manifesti elettorali. Farage non vi ha mai tenuto un comizio. Count Binface non ci ha mai messo piede. Di fatto, si vota sul nulla. O meglio solo su «Nigel» e quello che ancora potrebbe rappresentare per queste persone”..

L’articolo di Giuseppe Sarcina racconta il clima politico e sociale di Clacton-on-Sea, cittadina inglese diventata simbolo del consenso alla Brexit e a Nigel Farage. Il 13 agosto gli abitanti sono chiamati a votare in un’elezione particolare, con ben 34 candidati, ma la sfida principale è tra Farage, leader di Reform UK, e il comico Count Binface, che si presenta con un bidone della spazzatura in testa.”

Farage punta a tornare in Parlamento dopo aver lasciato il seggio a causa di un’indagine relativa a un finanziamento non dichiarato. La sua candidatura è sostenuta dalla convinzione che il voto popolare possa rappresentare una risposta alle accuse dell’“establishment”. I principali partiti tradizionali hanno scelto di non competere, rendendo di fatto la consultazione quasi un referendum personale su Farage.

Clacton, un tempo roccaforte dei conservatori, è oggi caratterizzata da forti disuguaglianze economiche e sociali. La cittadina vive di turismo popolare, attività sul lungomare e servizi, mentre nelle zone vicine esistono realtà molto più ricche o, al contrario, estremamente povere. Nel 2016 la popolazione votò massicciamente per la Brexit e nel 2024 premiò Farage, ma oggi sembra prevalere soprattutto l’apatia politica.

Il dato più significativo dell’articolo è proprio il disinteresse degli abitanti: non ci sono manifesti, Farage non ha organizzato comizi e molti cittadini non sembrano considerare l’elezione un vero confronto politico. Secondo un sondaggio Survation, Farage potrebbe ottenere il 73% dei voti contro il 20% di Count Binface, ma solo l’8% degli intervistati afferma di scegliere sulla base delle sue proposte politiche. Il 54%, invece, considera il voto un vero e proprio referendum sulla sua figura.

Per Sarcina, quindi, saranno importanti non soltanto i risultati di Farage, ma soprattutto l’affluenza alle urne: la partecipazione è progressivamente diminuita dal referendum sulla Brexit del 2016 alle elezioni del 2024. Questo potrebbe indicare una crescente distanza dei cittadini dalla politica.

Infine, l’articolo mostra che dietro la spettacolarizzazione e la goliardia della campagna elettorale esistono problemi concreti, come immigrazione, lavoro e difficoltà economiche. La storia di Elisabeth, giovane donna di origine nigeriana che non riesce a trovare lavoro perché necessita di uno sponsor per il visto, rappresenta una delle questioni reali che la politica locale sembra incapace di affrontare.

In sintesi: l’articolo presenta Clacton come un laboratorio della politica populista britannica: Farage appare favorito, ma il vero interrogativo è se il suo successo rappresenti ancora una forte mobilitazione popolare oppure se sia ormai accompagnato da indifferenza, disillusione e crescente astensionismo.

10 agosto 2026