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Esteri

L’insider trading nell’era Donald

Milena Gabanelli e Giuseppe Sarcina hanno pubblicato sul Corriere della Sera un interessante articolo in cui si analizza il cosiddetto «Trump market», un sistema finanziario parallelo e privo di regole dove gli annunci della Casa Bianca sembrano influenzare i mercati a vantaggio di speculatori informati. Decine di casi con profitti miliardari: dai dazi al petrolio. Chi informa gli speculatori sulle decisioni della Casa Bianca. Le denunce alla Sec: indagare gli intrecci con Wall Street.

Scrivono Gabanelli e Sarcina: ”Gli operatori di Wall Street ne parlano come se fosse un mercato finanziario parallelo, «il Trump market»: imprevedibile, senza regole e molto redditizio. Nella storia americana non si è mai visto un intreccio così spregiudicato tra gli annunci della Casa Bianca e i movimenti anomali in Borsa. Negli Stati Uniti, il problema del conflitto di interesse si era già posto con il primo mandato di Donald Trump, quando il neopresidente affidò la guida della Trump Organization, la holding delle sue aziende, ai figli Donald Jr. ed Eric, scartando soluzioni più trasparenti, come quella di consegnare la gestione dei suoi affari a un blind trust. Con il rientro allo Studio Ovale, fra operazioni su cripto-valute, immobiliare e molto altro, i guadagni per la famiglia sono esplosi: per il New Yorker si arriva a 4 miliardi di dollari di extraprofitti. In un anno e mezzo poi si sono moltiplicate le manovre decisamente sospette in Borsa, avvenute poco prima che Trump annunciasse importanti mosse politiche ed economiche. Anomalie che sono diventate un caso politico. Vediamole”.

E continuano: ”Quanto ha guadagnato chi ha investito con i tempi giusti, magari perché al corrente di ciò che avrebbe detto Trump? La Reuters, sulla base dei movimenti registrati sul mercato, ha calcolato che la leva finanziaria delle call option Spy ha prodotto una moltiplicazione di 10 volte il capitale investito. Chi ha puntato 1 milione di dollari si è ritrovato con 10 milioni e quindi con un profitto netto di 9 milioni. Sta di fatto che quello stesso 9 aprile il Presidente, nello Studio Ovale, indicando il finanziere Charles Schwab, dice: «Oggi lui ha guadagnato 2,5 miliardi di dollari», e poi indicando l’imprenditore Roger Penske: «E lui 900 milioni di dollari. Non è male!». Il caso dei dazi è il più clamoroso, ma siamo solo all’inizio”.

Ecco la sintesi dei punti principali:

Il conflitto di interessi e il “Trump market”

  • Gestione familiare: a differenza della prassi del blind trust, Donald Trump ha affidato le sue aziende ai figli, portando a una crescita esponenziale dei profitti familiari, stimati dal New Yorker in circa 4 miliardi di dollari.
  • Anomalie in borsa: si sono registrati numerosi movimenti sospetti sui mercati poco prima di annunci politici cruciali, sollevando accuse di manipolazione del mercato.

Casi clamorosi di speculazione

  • Il caso dei dazi (aprile 2025): dopo aver causato un crollo dei mercati con l’annuncio di nuovi dazi, Trump ha pubblicato un post su Truth invitando a comprare azioni. Pochi minuti dopo, a seguito di un massiccio acquisto di strumenti finanziari (call options) da parte di ignoti, ha annunciato il rinvio dei dazi per 90 giorni, scatenando un rialzo record delle Borse. Reuters stima che chi ha investito con il giusto tempismo abbia decuplicato il capitale.
  • Il mercato del petrolio e il conflitto con l’Iran: durante le tensioni con Teheran, si sono verificati flussi anomali di ordini di vendita poco prima che Trump annunciasse sviluppi diplomatici o risoluzioni del conflitto. In un caso specifico, 15 minuti prima di una comunicazione presidenziale, sono state registrate vendite al ribasso per 430 milioni di dollari.

Scommesse geo-politiche e polymarket

  • Scommesse online: siti come Polymarket permettono di scommettere su eventi geopolitici usando criptovalute.
  • Vincite sospette: viene citato il caso di un militare che ha vinto oltre 400.000 dollari scommettendo sulla cattura di Nicolas Maduro poco prima che avvenisse.
  • Legami familiari: nonostante Polymarket sia bandita in molti Paesi, l’amministrazione Trump ha allentato i controlli; Donald Jr. figura come investitore e consigliere della piattaforma.

La crisi della vigilanza (SEC)

Denunce politiche: diversi esponenti democratici hanno chiesto indagini sugli intrecci tra Casa Bianca e Wall Street, sospettando casi di insider trading.

Depotenziamento della SEC: sotto la guida di Paul Atkins, la SEC (l’autorità di vigilanza sui mercati) è stata indebolita: i fondi per le indagini sono stati tagliati del 50% e il personale investigativo è stato ridotto, rendendo l’ente marginale nel controllo delle irregolarità.

4 maggio 2026