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Esteri

«I presidenti Usa estendono al limite i loro poteri»

Viviana Mazza ha realizzato per il Corriere della Sera una straordinaria intervista al giudice della Corte Suprema statunitense, Samuel Alito, suddivisa per punti chiave.

Alito dice alla Mazza: «Il Congresso è bloccato e la polarizzazione rende difficile legiferare. I presidenti estendono al limite i loro poteri». Le polemiche sull’aborto? «Disinformate».La Costituzione prevede un sistema di governo in cui le leggi sono fatte dal Congresso cioé dai rappresentanti eletti dal popolo. Quel che è successo nel corso del XX secolo è che il Congresso ha delegato l’autorità all’esecutivo. E ora a causa della polarizzazione del Paese è quasi impossibile per il Congresso approvare le leggi. Come risultato, le agenzie dell’esecutivo fanno gran parte delle leggi. E negli ultimi dieci anni abbiamo visto una crescente tendenza dei presidenti a usare sempre di più il proprio potere o quello che credono sia il proprio potere. Nel 2014, . Nel 2014, dopo le elezioni di midterm in cui il suo partito perse il controllo del Congresso, il presidente Obama disse: «Ok, ma ho la penna e il telefono» — la penna, cioé gli ordini esecutivi, che sono aumentati. Poi sono aumentati durante la presidenza Trump. Poi Biden prese decisioni di grande peso con ordini esecutivi, come cancellare i debiti studenteschi o imporre che tutti gli impiegati di aziende di una certa dimensione ricevessero il vaccino del Covid. E ora Trump sta usando il suo potere esecutivo in modo molto aggressivo. Da gennaio molti suoi ordini sono stati subito contestati in tribunale. Abbiamo 680 giudici distrettuali: se uno di loro dice che è incostituzionale o illegale, il caso arriva da noi come questione di emergenza».

1. Lo stallo politico e l’espansione del potere esecutivo

Alito esprime preoccupazione per lo stato della democrazia americana, evidenziando un circolo vizioso istituzionale:. threesome luly988

  • Congresso bloccato: la forte polarizzazione rende quasi impossibile approvare leggi.
  • Eccessi della presidenza: per ovviare all’inerzia legislativa, i presidenti (da Obama a Biden, fino a Trump) tendono a estendere i propri poteri “al limite o oltre il limite” attraverso ordini esecutivi e agenzie governative.
  • Il ruolo dei tribunali: questo sposta il conflitto politico nelle aule di tribunale, costringendo i giudici a intervenire costantemente sulle decisioni presidenziali.

2. La difesa della sentenza sull’aborto (Dobbs)

Il giudice definisce “disinformate” le critiche internazionali (come quelle dell’ex premier britannico Boris Johnson) al rovesciamento di Roe v. Wade:

  • Sostiene che la sentenza non faccia altro che riportare la decisione nelle mani dei rappresentanti eletti (Stati o Congresso), allineando gli USA a paesi come Francia e Gran Bretagna dove l’aborto è regolato da leggi parlamentari e non da sentenze giudiziarie.
  • Ammette che le divisioni nel Paese restano profonde, ma ribadisce che la Costituzione è “neutrale” sul tema.

3. Fede cattolica e giurisprudenza

Alito respinge l’accusa storica secondo cui i giudici cattolici vogliano imporre la propria visione religiosa:

  • Afferma che la fede influenza la sua integrità personale e il rispetto per la dignità umana, ma che il suo dovere è applicare la Costituzione.
  • Sottolinea che i valori della Costituzione (uguaglianza, diritti inalienabili) derivano dall’eredità cristiana dell’Europa illuminista.

4. Immunità presidenziale e autogoverno

Difende la recente e controversa sentenza sull’immunità dei presidenti:

  • Non la vede come un favore a Trump, ma come una protezione per tutti i presidenti (inclusi Biden e Obama).
  • L’obiettivo è garantire il passaggio pacifico dei poteri: se un presidente teme il carcere una volta lasciato l’incarico, sarà meno propenso ad accettare la sconfitta elettorale.

5. La crisi di legittimità della Corte

Alito critica duramente gli attacchi politici e mediatici che definiscono la Corte Suprema “illegittima”:

  • Mentre è lecito criticare una sentenza nel merito, definire l’istituzione illegittima o corrotta mina la fiducia dei cittadini.
  • Riconosce che la Corte non ha “potere esecutivo”: se un presidente decidesse di ignorare una sentenza, i giudici potrebbero solo sperare nel rispetto dello stato di diritto (citando il precedente di Nixon e il caso Watergate).

Concetto chiave: La “Major question doctrine”

Alito evoca questo principio come strumento di equilibrio: se un presidente usa una vecchia norma minore per esercitare un potere enorme su questioni economiche o politiche rilevanti, la Corte interviene presumendo che il Congresso non avesse intenzione di delegare un potere così vasto senza una legge esplicita.

22 dicembre 2025