Aldo Grasso ha pubblicato un articolo sul Corriere della Sera in cui scrive che l’estensore del nuovo decreto Sicurezza sembra ispirarsi a Manzoni e a Dickens.
Afferma Grasso che chi ha predisposto il decreto: ”Avrà pensato, più ancora, alla produzione letteraria di Charles Dickens, che da ex impiegato legale, ha popolato i suoi romanzi di difensori cinici e opportunisti che vivono sul «sangue» dei clienti. Ma nel leggere con attenzione il Circolo Pickwick o Casa Desolata, forse all’estensore sono sfuggiti la prospettiva critica e il senso satirico delle parole di Dickens. E infatti ha pensato al decreto per correggere il decreto”.
Grasso critica con ironia il nuovo decreto Sicurezza, soffermandosi in particolare sull’idea — poi bocciata dal Quirinale — di un “bonus fedeltà” per gli avvocati che convincessero i clienti al rimpatrio volontario. Secondo Grasso, una proposta del genere sembra uscita più da un romanzo ottocentesco che da un ordinamento giuridico moderno.
L’autore richiama la figura dell’Azzecca-garbugli dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni, simbolo dell’avvocato che usa il linguaggio e il diritto per confondere i deboli e proteggere i potenti. Allo stesso modo, evoca i legali cinici e opportunisti descritti da Charles Dickens in opere come Il Circolo Pickwick e Casa desolata, ma sottolinea come il legislatore sembri averne frainteso la portata critica e satirica.
Il punto centrale dell’articolo è che l’avvocato, nella tradizione giuridica, ha senso solo se agisce esclusivamente nell’interesse del proprio assistito. Introdurre incentivi economici esterni snatura questa funzione, trasformando il difensore in un intermediario interessato e riducendo la giustizia a una caricatura. Così, conclude Grasso, il legale smette di essere una figura giuridica credibile e diventa una macchietta “letteraria”, sospesa tra il grottesco e il tragico.
26 aprile 202





