Antonio Polito ha pubblicato un editoriale sul Corriere della Sera in cui si sofferma sullo straordinario risultato elettorale del referendum costituzionale di domenica e lunedì.
Dice Polito: ”Chapeau. L’elettorato italiano si è dimostrato decisamente più maturo di chi ha fatto la campagna referendaria. Bollata da molti commentatori come una questione astrusa, tecnica, difficile da comprendere, la riforma della separazione delle carriere dei magistrati ha invece destato un interesse e un’affluenza fuori dal comune. All’altezza della serietà e importanza della questione di civiltà giuridica che sollevava”.
E continua: ”Questo referendum, la prima vera vittoria della sinistra negli ultimi vent’anni, ha dimostrato anche che esiste una capacità elettorale espansiva del Campo largo, visto che ha raccolto stavolta molti più consensi di quelli che ottenne alle ultime elezioni politiche e sul Jobs Act. E che questa forza potenziale si esprime meglio intorno a un No, e a difesa della Costituzione”.
Idea centrale
Il referendum ha mostrato una forte tendenza degli italiani a difendere la Costituzione: un vero e proprio “patriottismo costituzionale” che porta gli elettori a respingere riforme percepite come rischiose, indipendentemente dagli schieramenti politici.
Comportamento degli elettori
- L’elettorato si è dimostrato più consapevole e coinvolto del previsto, smentendo chi considerava il tema troppo tecnico.
- Il voto non ha seguito rigidamente le appartenenze politiche:
- Parte del centrodestra non ha sostenuto il Sì.
- Alcuni elettori di centrosinistra hanno invece appoggiato la riforma.
- Decisivo è stato un atteggiamento diffuso di prudenza verso modifiche alla Costituzione del 1948.
Il “patriottismo costituzionale”
- Gli italiani tendono a difendere la Carta più che a cambiarla.
- Negli ultimi decenni, quasi tutte le riforme costituzionali più incisive sono state bocciate.
- Questo atteggiamento può essere visto:
- come tutela della democrazia
- oppure come conservatorismo o “feticismo costituzionale”
Crisi del riformismo costituzionale
- Il risultato segna una sconfitta del riformismo portato avanti da vari governi negli ultimi 30 anni.
- Probabile conseguenza: il centrodestra, guidato da Giorgia Meloni, potrebbe abbandonare anche progetti più ampi, come il premierato.
Effetti politici
Per il centrosinistra:
- Il referendum rappresenta una rara vittoria.
- Dimostra una capacità di mobilitazione ampia, soprattutto quando si tratta di dire “No”.
- Tuttavia evidenzia anche un limite: difficoltà a proporre un progetto comune positivo (“dire Sì”).
Per il centrodestra:
- Si apre un problema strategico:
- senza riforme costituzionali, manca una grande bandiera di cambiamento.
- L’azione di governo è vincolata da:
- regole europee
- equilibri internazionali
- Questo riduce lo spazio per politiche radicali e indebolisce la spinta innovativa.
Conclusione
Il voto rafforza l’idea che in Italia “la Costituzione non si tocca”.
Questo:
dà al centrosinistra un potere di veto efficace
ma mette in difficoltà il centrodestra, che deve trovare nuove idee e temi per proporsi come forza di cambiamento nelle prossime elezioni.
24 marzo 2026





