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Siamo veramente nella Terza Guerra Mondiale… a pezzi! 1

Premessa storica. La Prima Guerra Mondiale è scoppiata il 28 luglio 1914, a seguito dell’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo il 28 giugno 1914. Le cause prde includevano tensioni nazionaliste nei Balcani (non è che oggi le cose siano molto migliorate), imperialismo, una frenetica corsa agli armamenti e un complesso sistema di alleanze (e non è che oggi le cose siano molto migliorate) contrapposte (Triplice Alleanza contro Triplice Intesa). Le conseguenze immediate? L’Austria-Ungheria ritenne il governo serbo responsabile e inviò un durissimo ultimatum il 23 luglio. Il rifiuto parziale della Serbia portò alla dichiarazione di guerra il 28 luglio 1914, innescando il sistema di alleanze che coinvolse le grandi potenze europee. 

Papa Francesco lo aveva detto: «Il mondo è attraversato da un crescente numero di conflitti che lentamente trasformano quella che ho più volte definito terza guerra mondiale a pezzi in un vero e proprio conflitto globale. Vorremmo la pace e invece il nuovo anno si apre all’insegna di conflitti e divisioni».

Il proditorio attacco della Russia di Vladimir Putin ad un Paese indipendente come l’Ucraina in ogni altro periodo storico avrebbe certamente determinato un conflitto globale, con il coinvolgimento di tutti gli Stati, così come è stato per quasi tutte le altre guerre nei secoli passati.

Questo è un punto molto rilevante: il paragone tra le dinamiche che portarono allo scoppio della Prima Guerra Mondiale e la situazione attuale in Europa, con l’aggressione russa all’Ucraina. 

Nel 1914, questo evento localizzato (l’attentato di Sarajevo) fece esplodere un conflitto globale proprio a causa dell’effetto domino delle alleanze, delle rivalità imperialiste e del nazionalismo. Oggi, nonostante lo scenario ucraino sia altrettanto grave, il mondo è più interconnesso, le armi sono più distruttive e la diplomazia (unita alla deterrenza nucleare) ha finora evitato una guerra mondiale.

Tuttavia, il rischio esiste: il conflitto in Ucraina ha riattivato logiche di blocchi contrapposti, e la debolezza o l’ambiguità della risposta occidentale può creare precedenti pericolosi. Le guerre oggi, anche se “locali”, hanno implicazioni globali (economiche, umanitarie, politiche). 

Quindi sì: in altri momenti storici, un’aggressione come quella russa avrebbe potuto incendiare l’intero pianeta. Il fatto che ciò non sia accaduto finora non è garanzia che non possa accadere in futuro. Serve responsabilità politica e diplomatica ai massimi livelli.

6 febbraio 2026

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