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La “nuova ”naja” come potrebbe funzionare?

Fabrizio Caccia ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui illustra la proposta del ministro della Difesa Guido Crosetto di reintrodurre una forma di servizio militare, specificando immediatamente che non si tratta di ripristinare la vecchia leva obbligatoria (naja) per reclute inesperte, data la complessità delle armi moderne.

La proposta si concentra sulla creazione di una “riserva ausiliaria dello Stato” su base volontaria.

Punti chiave della proposta:

  1. Natura volontaria: il servizio sarebbe una “leva su base volontaria”, focalizzata sull’aspetto “vocazionale” e sulla difesa del Paese.
  2. Composizione: la riserva sarebbe composta da professionisti di esperienza, militari in congedo, volontari in ferma prefissata, ex guardie giurate, ma anche medici in pensione e altro personale civile qualificato (ad esempio, per prevenire crisi come quella dell’acquedotto di Roma durante il Covid, quando mancava personale tecnico).
  3. Dimensioni e impiego: si ipotizza una riserva iniziale di circa 10.000 volontari (il numero finale sarà deciso dal Parlamento). Questa forza sarebbe on-demand, formata e addestrata, e verrebbe richiamata solo in “casi gravissimi” (guerre, calamità, crisi internazionali) a supporto delle Forze armate, ma mai in prima linea.
  4. Guerra ibrida e tecnologie: la proposta risponde all’esigenza di affrontare la guerra ibrida (fatta di droni e fake news). Crosetto ha sottolineato la necessità di aumentare l’organico complessivo della Difesa e, in particolare, di formare 10-15 mila nuove unità specializzate in nuove tecnologie e intelligenza artificiale, di cui circa 5.000 nel settore cyber.
  5. Coinvolgimento dei giovani: il progetto mira a coinvolgere anche i più giovani, inclusi gli hacker, che pur non arruolandosi formalmente, potrebbero contribuire volontariamente alla sicurezza del Paese, senza la necessità di essere laureati come per la “riserva selezionata” già esistente.

Il ministro ha concluso invitando il Parlamento a riflettere su un nuovo modello di difesa che sia una scelta condivisa da tutta la nazione, al di là delle maggioranze di governo, citando il modello svizzero come riferimento dove la riserva comprende tutti i cittadini fino a oltre 50 anni.

29 novembre 2025