Anna Maria Angelone ha pubblicato un articolo su La Stampa in cui analizza la situazione di incertezza normativa che sta colpendo tutti i comuni italiani in merito all’uso degli autovelox, delineando un panorama di potenziali ricorsi e apparecchi spenti.
La Angeone scrive: ”Come noto, tutto nasce da un lontano pasticcio fra “approvazione” e “omologazione”. Secondo il ministero dei Trasporti, quello dell’Interno e l’avvocatura dello Stato si equivalgono. Di diverso avviso, la Cassazione. L’ordinanza chiave è quella di aprile 2024: i giudici, richiamando la distinzione fra i due procedimenti, hanno stabilito che le sanzioni per eccesso di velocità rilevate con autovelox non omologati sono illegittime. Dopo varie circolari a vuoto, il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha messo a punto un nuovo decreto che, superato l’esame del Mimit, è ora al vaglio di Bruxelles. Il via libera è atteso entro 90 giorni, verosimilmente a fine maggio (in caso di osservazioni, i tempi si allungano). Il provvedimento su omologazione, taratura e verifiche dei dispositivi individua uno spartiacque nelle disposizioni del 2017: gli autovelox precedenti sarebbero “non conformi”.
Ecco i punti chiave della vicenda:
Il nodo giuridico: approvazione vs omologazione
Il caos nasce da una distinzione tecnica sancita dalla Cassazione nell’aprile 2024:
- Approvazione e omologazione non sono equivalenti (contrariamente a quanto sostenuto finora dai Ministeri).
- Le multe emesse da apparecchi non omologati sono considerate illegittime.
- Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) sta correndo ai ripari con un nuovo decreto, attualmente al vaglio di Bruxelles, che dovrebbe fare chiarezza entro fine maggio.
I numeri del “taglio”
Dall’analisi del MIT emerge un dato sorprendente sulla regolarità dei dispositivi:
- 11.000 circa: gli autovelox stimati finora sul territorio nazionale.
- 3.862: i dispositivi effettivamente censiti dagli enti locali sulla nuova piattaforma telematica.
- 1.282: gli apparecchi che, ad oggi, possiedono i requisiti per l’omologazione automatica (ovvero quelli conformi a prototipi approvati dopo il 2017).
Distribuzione geografica
Dalle registrazioni ufficiali (Polizia di Stato + Enti Locali), le regioni con più dispositivi censiti sono:
- Lombardia (523)
- Veneto (458)
- Emilia-Romagna (419)
A livello cittadino, Roma guida la classifica, seguita dal consorzio Alto Vicentino, Milano e Genova.
Conseguenze per Comuni e automobilisti
La situazione sta portando a comportamenti divergenti:
- Sindaci cauti: molti comuni (come Chieti) hanno spento gli apparecchi in attesa di modelli a norma per evitare ricorsi.
- Calo degli incassi: per la prima volta dal 2021, le previsioni sulle entrate da multe nel 2025 sono in calo (1,9 miliardi di euro), segno di una possibile “ritirata” degli autovelox
- Possibili soluzioni:i produttori potranno adeguare i vecchi prototipi alle nuove regole, ma resta l’incognita di un eventuale “periodo transitorio” per evitare un blocco totale dei controlli.
- 9 febbraio 2026
Autovelox





