Massimo Gramellini ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui racconta una storia di incredibile ingiustizia e insensibilità umana accaduta in Cadore, dove un ragazzino di undici anni, dopo l’uscita da scuola, sale sull’autobus per tornare a casa. Al momento di pagare il biglietto scopre che la tariffa “olimpica” è stata aumentata da 2,50 a 10 euro e, non potendo saldare la cifra, l’autista lo fa scendere nel mezzo di una tormenta di neve. Il bambino deve quindi percorrere più di sei chilometri su una pista ciclabile ghiacciata per raggiungere la sua destinazione. Arrivato a casa mezz’ora e più dopo, è con le labbra viola, i vestiti bagnati e incapace persino di parlare per il freddo.
Gramellini usa questo fatto per criticare varie “logiche” sociali: Ingiustizia: perché una tariffa “olimpica” viene applicata anche ad uno studente residente che sta andando a scuola? : perché una tariffa “olimpica” viene applicata anche ad uno studente residente che sta andando a scuola? Ottusità: l’autista avrebbe potuto semplicemente usare più biglietti del carnet per coprire la tariffa maggiore; non servivano calcoli complessi.
Assenza di umanità: paragonando la freddezza con cui il bambino è stato abbandonato alla neve al nome “ICE” (che richiama sia il ghiaccio sia l’agenzia di immigrazione USA), Gramellini denuncia una mancanza di pietà e di buon senso.
Nel finale l’autore ironizza sul fatto che il “fattore Umanità” in quella situazione sembra completamente disperso, proprio come il bambino sotto la tormenta.
30 gennaio 2026





