Massimo Gaggi ha pubblicato un articolo, sul Corriere della Sera, in cui descrive le indubbie difficoltà del presidente degli Stati Uniti di affrontare le problematiche dei suoi cittadini.
Sostiene Gaggi: ”Ora, per la prima volta, sembra non essere più così: prima lo scandalo Epstein. È stato lo stesso Trump ad agitarlo, ma poi si è ritorto contro di lui facendogli perdere credibilità soprattutto tra i fedelissimi. Poi l’economia claudicante, i prezzi troppo alti, le famiglie in difficoltà: può perdere le elezioni di novembre su questo. E, ancora, i dazi che producono inflazione in alcune aree e spingono gli alleati a guardare altrove (vedi l’accordo Ue-India sul commercio). Di più: il leader che si vanta di andare sempre avanti ora fa dietrofront due volte in pochi giorni, sulla Groenlandia e a Minneapolis. L’immigrazione, sua carta vincente nel 2024, ora rischia di far perdere voti alla destra”.
E aggiunge, riferendosi alle parole del presidente: ”«Potrei scendere sulla Quinta Strada, sparare a qualcuno e non perderei nemmeno un voto». Quando Donald Trump lo disse, prima di essere eletto la prima volta, ridemmo. Invece era vero. E lo è stato per tutti questi anni.”
Donald Trump sta attraversando un momento di declino politico e cerca di rilanciarsi con un’iniziativa populista dal forte impatto mediatico: i “conti Trump” per i neonati.
In difficoltà per vari motivi – lo scandalo Epstein che ha intaccato la sua credibilità, l’economia indebolita, l’inflazione alimentata dai dazi, le contraddizioni sulle sue politiche (Groenlandia, Minneapolis), e il calo del consenso sulla questione immigrazione – Trump cerca di recuperare terreno verso le elezioni.
Dal 4 luglio, ai bambini nati tra il 2025 e il 2028 verrà assegnato un conto iniziale da 1.000 dollari a carico del Tesoro, con possibilità di ulteriori versamenti da parte di genitori, imprese e filantropi, incentivati da agevolazioni fiscali.
Numerose aziende e grandi nomi, come Bank of America, Intel, JP Morgan, Michael Dell e Ray Dalio, hanno già aderito, contribuendo con donazioni ingenti. I fondi verranno investiti sull’indice S&P 500 e potranno essere riscattati a 60 anni.
È un’iniziativa ambiziosa, difficile da realizzare, ma pensata per ottenere consenso immediato, più che per un ritorno concreto a breve termine.
30 gennaio 2026




