La Groenlandia, con la presidenza di Donald Trump, è diventata un punto strategico centrale nel nuovo scacchiere geopolitico per tre motivi principali: posizione, risorse naturali e cambiamento climatico. Ecco cosa sta succedendo e perché interessa a Russia, Cina e Stati Uniti.
- Cambiamento climatico e nuove rotte
- Lo scioglimento dei ghiacci apre rotte artiche navigabili per diversi mesi l’anno, rendendo l’Artico più accessibile.
- Questo crea nuove opportunità commerciali e militari, e la Groenlandia è chiave di accesso per controllare queste rotte.
- Ricchezza di risorse
- La Groenlandia possiede enormi giacimenti di terre rare, uranio, petrolio e gas naturale.
- Le terre rare sono cruciali per la tecnologia verde e l’elettronica, e sia la Cina che gli USA vogliono evitare dipendenze reciproche.
- Gli interessi delle potenze
- USA: considerano la Groenlandia parte della loro “sfera d’influenza” dal 1941. Mantenendo la base di Thule, temono l’espansione cinese o russa nella regione. Trump ha persino proposto di acquistarla.
- Russia: sta rafforzando la sua presenza militare nell’Artico (basi, rompighiaccio nucleari, missili), e la Groenlandia è vista come punto di osservazione occidentale da neutralizzare.
- Cina: ha cercato investimenti infrastrutturali in Groenlandia (porti, miniere) come parte della Nuova Via della Seta Artica, ma la Danimarca ha bloccato diverse iniziative, su pressione USA.
In sintesi: la Groenlandia non è solo un’enorme distesa di ghiaccio, ma è diventata una pedina centrale nella nuova guerra fredda artica.
22 gennaio 2026





