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Esteri

Trump non convince più il popolo Maga

Il cuore del paradosso americano di questo 2025: il contrasto tra il fervore ideologico di una parte dell’elettorato Maga e la realtà pragmatica dell’economia reale.

La stampa statunitense (dai grandi quotidiani come il New York Times ai siti specializzati del Midwest) sta analizzando questo primo anno di presidenza evidenziando una profonda frattura tra il “successo percepito” dalla base di Trump e i problemi strutturali che iniziano a emergere.

Ecco un quadro della situazione basato sui dibattiti attuali:

1. Chi raccoglierà i pomodori e il mais?

Questa è la domanda che sta agitando le associazioni agricole (anche in Stati profondamente repubblicani). La politica di espulsioni di massa e i blitz nei campi hanno creato un vuoto di manodopera senza precedenti:

  • Il dato: si stima che circa il 42% dei braccianti agricoli negli USA sia irregolare e che quasi il 70% sia nato all’estero.
  • La crisi nei campi: in California, Florida e nell’Illinois si riportano già casi di frutta lasciata a marcire perché non ci sono abbastanza lavoratori. Le aziende agricole denunciano che i cittadini americani non sono disposti ad accettare lavori così duri, fisicamente logoranti e stagionali, nonostante i tentativi del governo di promuovere programmi di “sostituzione”.
  • Il rischio carestia e inflazione: gli economisti avvertono che se la manodopera scompare, i prezzi dei prodotti freschi nei supermercati (mais, pomodori, carne) saliranno alle stelle, colpendo proprio quel carrello della spesa che Trump aveva promesso di abbassare.

2. L’opinione pubblica: un Paese spaccato

Nonostante le “performance” di Trump vengano celebrate come storiche dai suoi sostenitori, i sondaggi di fine 2025 mostrano un quadro meno trionfale:

  • Consenso in calo: Secondo recenti rilevazioni (Gallup e Ipsos), il gradimento del presidente è sceso intorno al 36-41%. Molti elettori indipendenti e alcuni repubblicani moderati iniziano a mostrare insofferenza per il caro-vita, che non è diminuito come sperato.
  • Il paradosso del consenso: Milioni di americani sono ancora con lui perché vedono nelle sue “stranezze” un modo per scuotere un sistema che percepiscono come corrotto. Tuttavia, la protesta sta crescendo proprio nelle contee agricole del Midwest, dove il sostegno a Trump era granitico ma dove oggi mancano braccia per il raccolto.

3. La narrazione della Casa Bianca

La strategia di comunicazione di Trump e della sua Chief of Staff, Susie Wiles, punta tutto sui risultati “di impatto”:

  • Si vantano di aver rimosso dazi su alcuni beni (come banane e caffè) per dare respiro ai consumatori.
  • Presentano la linea dura sull’immigrazione come una questione di sicurezza nazionale che “vale il prezzo” economico.
  • Usano un linguaggio aggressivo per compattare la base, dipingendo ogni critica come un attacco dei media “nemici del popolo”.

In sintesi: la stampa americana descrive un’America in cui la “promessa di ordine” si scontra con il caos economico nei campi e nelle fabbriche. Il 2026, con le elezioni di metà mandato, sarà il vero banco di prova: gli elettori perdoneranno le “stranezze” se il prezzo del mais e dei pomodori continuerà a salire?

17 dicembre 2025