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Politica

Meloni, stoccata alle toghe

Una sintesi strutturata dell’articolo di Marco Galluzzo, che riporta i punti salienti della conferenza stampa di inizio anno della premier Giorgia Meloni.


L’appuntamento, durato circa tre ore, ha toccato i temi caldi della politica interna ed estera, delineando la linea del governo su magistratura, riforme e posizionamento internazionale.

Scrive Galluzzo che Meloni ha parlato: ”della politica estera e ha ribadito il bilancio di quanto fatto in politica interna, dai temi economici al rapporto con i magistrati. Dura tre ore per 40 domande l’appuntamento consueto di inizio anno e la premier Giorgia Meloni interviene sui temi di attualità. Fila tutto liscio, tranne che in due occasioni, quando perde la pazienza di fronte alle domande sul caso Paragon e dei giornalisti che sono stati spiati. Le chiedono anche dei suoi rapporti con il Colle e se vuole fare il presidente della Repubblica, quando si eleggerà il nuovo capo dello Stato. Prima risposta sull’argomento: «I miei rapporti con il Quirinale, con il presidente della Repubblica soprattutto, sono rapporti ottimi. Non è che nel merito siamo sempre d’accordo, però c’è una cosa che per me fa totalmente la differenza: Mattarella difende sempre l’interesse nazionale, e questo per me è tutto, ci offre sempre il suo aiuto sui principali dossier internazionali, anche se come è normale che sia non sempre la pensiamo allo stesso modo». Poi la risposta più precisa sulla sua eventuale ambizione: «Il ruolo di premier è già pienamente sufficiente per me».

1. Rapporti istituzionali e politica interna

  • Il Quirinale: Meloni definisce i rapporti con Sergio Mattarella come “ottimi”, pur ammettendo divergenze di vedute. Sottolinea come il Capo dello Stato sia un punto di riferimento fondamentale per la difesa dell’interesse nazionale.
  • Magistratura e sicurezza: la premier lancia una dura “stoccata alle toghe”, accusando alcuni magistrati di vanificare il lavoro delle forze dell’ordine scarcerando troppo velocemente chi viene arrestato (con riferimento a baby gang e sicurezza urbana). Critica inoltre l’ANM per la campagna contro la riforma della giustizia, definendola basata su falsità.
  • Riforme e referendum: annunciate le date del referendum per il 22 e 23 marzo. Sulla legge elettorale, Meloni apre al dialogo con l’opposizione ma non esclude di procedere a maggioranza per garantire la stabilità dei governi.
  • Stabilità del governo: smentita l’ipotesi di elezioni anticipate; l’obiettivo è arrivare a fine legislatura. Difesa a spada tratta dei vicepremier Salvini e Tajani (quest’ultimo definito “miracoloso” nella gestione di Forza Italia).

2. Politica estera e conflitti

  • Rapporto con gli USA (Trump): Meloni rivendica la vicinanza agli Stati Uniti ma marca le distanze su temi specifici, come l’ipotesi di un’azione militare in Groenlandia (che non condivide). Ribadisce però che non ha senso parlare di “distanze” dagli USA su temi strutturali come la NATO.
  • Guerra in Ucraina: no all’invio di truppe italiane. La premier propone però una novità diplomatica: l’Unione Europea dovrebbe dotarsi di un “inviato speciale” per dialogare con Mosca, ricalcando l’iniziativa di Washington per cercare vie negoziali.
  • Venezuela: critica la sinistra italiana, accusandola di stare “dalla parte sbagliata della storia” sul tema venezuelano, e conferma l’impegno per la liberazione dei detenuti politici italiani (caso Trentini).

3. Economia e Sociale

  • Dossier aperti: annunciati un nuovo piano casa e un decreto contro il caro bollette. Su Ilva, la linea è di estrema prudenza: nessun impegno finanziario senza garanzie su piano industriale, occupazione e ambiente.

In sintesi: i messaggi chiave

“I magistrati non rendano vano il lavoro della polizia”; “l’Europa tratti con la Russia”; “il mio obiettivo è arrivare a fine legislatura”.

10 gennaio 2026