Massimo Gramellini ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo sulle noiosissime discussioni, nel cosiddetto Campo largo, sull’opportunità o meno, di accettare nella coalizione, che si presenterà il prossimo anno alle elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento, l’ex premier Matteo Renzi. A sinistra, infatti, parlano più di lui che di bollette, più di lui che di Putin, più di lui che di sé stessi (ed è tutto dire). Vogliono garanzie perché non si fidano.
Scrive Gramellini: ”A lui interessa che nel nuovo Parlamento non ci sia una maggioranza in grado di portare Giorgia Meloni al Quirinale. Scongiurato quel rischio, il Renzi della prossima legislatura lo immaginano come un alleato provvisorio e improvvisato perché smanioso d’improvvisare: oggi qui, domani là o forse boh”.
E continua: ”Se uno ti dice: «Non pensare a un elefante nella stanza», finirai per pensare proprio a quello. Così tutti pensano a Renzi dicendo che non intendono pensarci, ma intanto chiedendosi che cosa starà pensando lui”.
Massimo Gramellini mette in evidenza l’ossessione del centrosinistra per Matteo Renzi e per l’incertezza della sua futura collocazione politica, un tema che rischia di oscurare questioni ben più importanti per gli elettori, come il costo delle bollette, la guerra in Ucraina e i problemi interni alla coalizione.
I dirigenti del centrosinistra diffidano di Renzi, temendo che possa utilizzare i suoi voti, potenzialmente decisivi per ottenere il premio di maggioranza, per favorire una vittoria elettorale e poi provocare la caduta della maggioranza. Secondo i timori attribuitigli, Renzi vorrebbe soprattutto impedire che il nuovo Parlamento abbia i numeri necessari per eleggere Giorgia Meloni alla Presidenza della Repubblica.
Gramellini riconosce che questa diffidenza può essere comprensibile, considerati i precedenti politici dell’ex presidente del Consiglio. Tuttavia, la diffidenza dei leader si sta trasformando in un’ossessione, che li porta a parlare continuamente di Renzi, persino quando dichiarano di non volerlo fare.
13 ottobre 2026





