Ovvero, la rinascita di Monterosso Grana: la felicità in Val Grana. Elvira Serra ha pubblicato sul Corriere dela Sera un articolo in cui racconta il caso eccezionale di questo piccolo comune piemontese nel Cuneese di soli 448 abitanti, che ha registrato un vero e proprio boom demografico con sei bambini nati negli ultimi tre mesi (cinque solo a novembre).
Il segreto di questo primato non è solo l’aria salubre, ma soprattutto la forza della comunità e la presenza di servizi che attraggono le giovani coppie.
Dice Serra ”che l’aria di montagna faccia bene lo dimostra la bilancia: cinque dei sei bambini nati a Monterosso Grana negli ultimi tre mesi (cinque solo a novembre) pesano più di tre chili. Fa eccezione Adenike, venuta al mondo prematura con sedici etti. Ma non è l’unico segreto che ha fatto impennare la natalità di questa valle del Cuneese famosa per Castelmagno (formaggio), Tourto Mato (torta salata della cucina povera) e Bodi en balo e aiolì (patate bollite in una pentola di rame con toma e salsa provenzale all’aglio). A fare la differenza è la comunità. Ne è convinto Nicolò Damiano, 31 anni, diventato papà di Filippo il 14 agosto: «Siamo un bel gruppo di giovani, troviamo sempre un’occasione per far festa. E poi sono stati ben spesi i fondi del Pnrr, che hanno aiutato a creare nuovi punti di incontro». Damiano ha un’impresa edile, la compagna Sara Occelli, 24 anni, è operaia metalmeccanica. Quando finirà la maternità l’aiuteranno i parenti: già pensano ad allargare la famiglia”.
Comunità, servizi e sentimento di appartenenza
- L’importanza della comunità: Nicolò Damiano (31 anni, papà di Filippo) sottolinea che un “bel gruppo di giovani” crea occasioni di festa e socialità. I fondi del PNRR hanno contribuito a creare nuovi punti di incontro.
- Soddisfazione del sindaco: il sindaco Stefano Isaia celebra il record di 13 nascite dal 2022 (anno in cui è in carica) e annuncia una festa l’8 dicembre per i neonati, ai quali regalerà una copia della Costituzione, del Castelmagno DOP e una rassegna stampa.
- Il sistema scolastico itinerante: Martina Zullo (direttrice dell’Unione Montana Valle Grana e neomamma) evidenzia un sistema scolastico ben strutturato nella zona: micro-nido e asilo a Valgrana, scuola elementare di eccellenza a Monterosso (con attività all’aperto e un computer per bambino) e polo sportivo a Pradleves.
Storie di nuove famiglie e scelte di vita
L’articolo presenta diverse coppie che hanno scelto o scelto di tornare a vivere in montagna, trovando una felicità e una qualità della vita che la città non offriva:
- Teresa Serpo e Andrea De Salvo: hanno scelto Monterosso per aprire la loro azienda agricola. Nonostante Teresa mantenga un lavoro come cameriera, pagano un affitto di soli 200 euro al mese e stanno ristrutturando una casa acquistata. Hanno apprezzato la vicinanza della famiglia e la rete sociale (Teresa è laureata a Roma e Torino e racconta che in città “nessuno conosce nessuno”).
- Anthony Ferrua e Anna Gerbotto: lui allevatore, lei casara, vivono la loro passione per la natura. Anna, che sognava una vita in campagna, ora vive in una cascina con cani, cavalli e vacche, apprezzando l’immersione nel ritmo delle stagioni.
- Satpal e Risham Singh: coppia indiana del Punjab che vive a Monterosso. Lui è dipendente di Anthony e la famiglia è stata raggiunta dalla moglie e dal cognato. Desiderano che il figlio Gurbaaz cresca nel paese.
- Tania Vallati e Matteo Tesio: aspettano di riportare a casa la loro bambina, Adenike (nata prematura), dalla terapia intensiva di Cuneo.
In sintesi, Monterosso Grana dimostra che la vera “eccezione” risiede nella capacità di una piccola comunità di investire sulla qualità della vita, sui servizi essenziali per l’infanzia e sul senso di appartenenza, contrastando il trend di de-natalità italiano.
3 dicembre 2025





