Jacopo Iacoboni ha pubblicato su La Stampa un articolo nel quale scrive di falsi articoli diffusi online dagli agenti segreti che hanno contribuito a esacerbare le tensioni tra Kiev e la Polonia.
Scrive Iacoboni: ”È maggio 2026. Nelle scuole di Lima, Perù, compare una mail con intestazione ufficiale: Direzione regionale dell’istruzione. Il messaggio chiede di celebrare la Giornata nazionale della diversità culturale e linguistica con eventi dedicati all’Ucraina. Tra le figure da celebrare dev’esserci Stepan Bandera, eroe per tanti ucraini, fascista e collaborazionista per molti polacchi. Nelle aule l’invito viene accolto senza esitazioni. I docenti organizzano le lezioni, scattano foto delle attività ai ragazzi, e le inviano di ritorno all’indirizzo indicato. Ma quell’indirizzo è un falso. L’intera direttiva è fabbricata. Da Mosca. Le conseguenze però sono reali. Vanno sui tg polacchi. Un eurodeputato polacco chiede di dichiarare persona non grata chiunque manifesti sentimenti antipolacchi, ce l’ha con i rifugiati ucraini”.
E continua: ”In Argentina nel 2024 la rete ha prodotto news inventate sui collari Cartier acquistati per i cani del presidente Javier Milei e ha assoldato persone per scrivere graffiti ostili sui muri delle città.
Secondo OpenAI c’è una linea diretta tra questi metodi e la rete La Compañía, riconducibile all’Svr, i servizi esteri russi”.
E conclude: ”Anche da Teheran si sono mossi sfruttando l’Ai. L’operazione “Bogus Bylines” ha creato sette giornalisti inesistenti dotati di biografie da reporter occidentali esperti di Medio Oriente. Non c’è neanche più bisogno di pagare, o contare su utili idioti occidentali: gli agenti di Teheran dal luglio 2025 hanno piazzato un centinaio di pezzi su riviste internazionali di orientamento “pacifista”, o Pro pal, spingendo titoli come La politica Usa sull’Iran si sta privatizzando?, La guerra con l’Iran e il collasso della credibilità morale dell’Occidente. A volte con l’Ai hanno riattivato operazioni e account del passato. L’Ai non ha inventato la infowar, l’ha solo resa velocissima. Il pacifismo occidentale come arma del Kgb è invece un classico della Guerra fredda”.
La campagna “Dark Clark” e i servizi russi: un report di OpenAI sulla cybersecurity ha svelato i dettagli di “Dark Clark”, un’operazione di influenza russa condotta tramite il Social Research Center (un finto centro studi sull’America Latina creato dai servizi russi) e riconducibile alla rete La Compañía (erede della Internet Research Agency di Evgheny Prigozhin e legata all’Svr).
L’uso dell’intelligenza artificiale per manipolare la realtà: la rete ha sfruttato l’IA per fabbricare finte direttive scolastiche, falsi audio diplomatici (come in Ecuador) e notizie inventate (come in Argentina nel 2024), con l’obiettivo di esacerbare le tensioni geopolitiche — ad esempio facendo leva sui conflitti storici tra Kiev e la Polonia o interferendo nella politica di Bolivia e Argentina.
L’operazione “Bogus Bylines” dell’Iran: l’articolo evidenzia inoltre un’analoga operazione condotta da Teheran, che ha impiegato l’IA per creare sette “giornalisti” inesistenti con biografie di reporter occidentali. Da luglio 2025, questi profili falsi hanno pubblicato circa un centinaio di articoli su riviste internazionali di area pacifista o pro-palestinese per influenzare l’opinione pubblica e criticare l’Occidente.
Conclusione: l’intelligenza artificiale non ha inventato la guerra dell’informazione (infowar), ma ne ha moltiplicato drasticamente la velocità e la scala, attingendo a metodi classici di disinformazione (come la strumentalizzazione del pacifismo occidentale) che affondano le radici nell’era della Guerra Fredda.
10 ottobre 2026





