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Editoriali

L’Europa tra paure e paralisi

Federico Fubini ha pubblicato sul Corriere della Sera un editoriale nel quale analizza la paralisi strategica e l’inazione dell’Europa di fronte alle sfide geopolitiche attuali, in particolare la dipendenza dalla Cina per materiali strategici e la divisione interna sulla guerra in Ucraina, mentre gli Stati Uniti di Trump e la Russia ridefiniscono l’ordine europeo.

Rivela Fubini che ”a marzo la società svedese di tecnologie verdi Northvolt è fallita e la sua storia rimanda l’Europa alle scelte che oggi ha davanti. Ma non vale solo per le scelte sull’ambiente: vale ancora di più di fronte alla spartizione che l’America di Donald Trump sta perseguendo con la Russia a spese dell’ordine europeo consolidato dopo la guerra fredda. Northvolt, start up delle batterie di accumulo, era il campione continentale della transizione. Ha iniziato a morire trascurando un dettaglio: per il materiale di produzione delle batterie dipendeva da una società cinese, Wuxi Lead. Dopo qualche tempo Wuxi ha preso a spedire in Svezia attrezzatura difettosa, in seguito alcune funzioni dei macchinari sembravano addirittura sabotate. Alla fine Northvolt non riusciva più a rispettare le consegne, gli ordinativi pian piano sono venuti meno e l’azienda è saltata. Così la Cina si è disfatta di un concorrente e oggi controlla il 75% del mercato mondiale delle batterie.

La dipendenza dalla Cina e la vulnerabilità europea

  • Il caso Northvolt: il fallimento della svedese Northvolt, un campione della transizione verde nel settore delle batterie, è emblematico. L’azienda dipendeva dal fornitore cinese Wuxi Lead, che avrebbe sabotato le forniture. Il risultato è che la Cina si è sbarazzata di un concorrente e ora controlla il 75% del mercato mondiale delle batterie.
  • Implicazioni per la difesa: la stessa dipendenza strategica si riflette nella guerra in Ucraina. I droni ucraini usano batterie e, soprattutto, magneti con neodimio, una terra rara di cui la Cina genera il 90% della produzione mondiale. Di conseguenza, “combattere senza l’assenso di Xi Jinping è ormai impossibile.”

L’accordo Trump-Putin a spese dell’Europa

  • Mentre gli Stati Uniti cercano di spezzare la presa cinese sui materiali strategici (e questo spiega in parte gli accordi degli emissari di Trump con la Russia per nuove esplorazioni di terre rare), l’Europa è assente.
  • L’autore sottolinea che le due principali potenze nucleari stanno dividendo le spoglie del continente senza l’Europa, evidenziando la foto degli emissari di Trump con Putin come prova di questo riassetto.

La paralisi europea: Il caso delle riserve russe

  • L’Europa è intrappolata nell’inazione, nell’ipocrisia e nello scaricabarile delle responsabilità.
  • L’esempio delle riserve congelate di Mosca: nonostante l’urgenza di trasferire almeno 140 miliardi di euro all’Ucraina per darle risorse per battersi, l’operazione è in stallo da un anno.
  • Il puzzle impossibile: il ritardo non è solo colpa della Banca Centrale Europea (BCE), ma della volontà di tutti gli attori (Commissione Von der Leyen, Germania, Francia, Italia, Belgio) di ridurre a zero i costi e i rischi per sé a spese del vicino.
    • Il Belgio chiede garanzie finanziarie.
    • La BCE chiede che la Commissione si accolli i tassi d’interesse.
    • La Commissione e la Germania esitano per non creare un precedente che somigli a un eurobond.
  • Per l’autore, i leader europei stanno negoziando la risposta a una “guerra esistenziale” con la stessa mentalità di quando si negoziava sulle quote latte.

L’Europa ha strumenti per essere una potenza

Fubini conclude che l’Unione Europea forse non ha il “software” per agire da potenza geopolitica. Tuttavia, l’Europa avrebbe gli strumenti di pressione economica per farsi rispettare, ma non li usa:

  • Gran parte del debito pubblico statunitense detenuto all’estero si trova nell’area euro.
  • L’Europa permette alle Big Tech americane di eludere le tasse tramite l’Irlanda.
  • Non impone alla Cina di condividere la sua proprietà intellettuale in cambio dell’accesso al mercato europeo.

La sostanza della dissuasione non è lanciare la “bomba economica,” ma saper instillare nell’avversario il dubbio che si possa farlo, cosa che l’attuale generazione di leader europei è “incapace di fare.”

3 dicembre 2025