Mattia Feltri nella sua rubrica quotidiana pubblicata su La Stampa analizza con il suo consueto stile graffiante e ironico i dati di una recente indagine sociologica di LaPolis (Università di Urbino) sul rapporto tra i cittadini e le istituzioni.
Constata Feltri che gli italiani: ”hanno giusto fiducia nelle Forze dell’ordine (il 68 per cento) e nel presidente Sergio Mattarella (il 60 per cento), e poi basta. Non ne hanno nella scuola (bocciata dal 51 per cento degli italiani) e nemmeno nel Papa (bocciato dal 52 per cento). Da lì in poi il tracollo”.
Ecco una sintesi dei punti chiave dell’articolo:
La crisi totale della fiducia
Il quadro che emerge dallo studio è quello di uno scetticismo radicale e generalizzato. Gli italiani sembrano aver “bocciato” quasi ogni pilastro della società civile e democratica:
- Le uniche eccezioni: solo le Forze dell’ordine (68%) e il Presidente Sergio Mattarella (60%) godono ancora della fiducia della maggioranza.
- Il crollo dei pilastri tradizionali: anche istituzioni storicamente solide vacillano o cadono: la scuola è bocciata dal 51% e, dato sorprendente, persino il Papa non raggiunge la maggioranza dei consensi (sfiduciato dal 52%).
- Il baratro della politica: i dati peggiori riguardano lo Stato (70%), il Parlamento (81%) e, all’ultimo posto, i partiti politici, di cui non si fida l’89% della popolazione.
- Sfiducia orizzontale: non si salvano i sindacati, le banche, le Ong, l’Unione Europea né le amministrazioni locali (Comuni e Regioni).
La conclusione di Feltri
L’autore estrapola il dato sociologico per arrivare a una riflessione più amara. Se gli italiani non si fidano dei politici, dei preti, dei datori di lavoro, dei sindacalisti e (presumibilmente) nemmeno dei giornalisti o dei vicini di casa, la conclusione è inevitabile:
Gli italiani, essenzialmente, non hanno fiducia negli altri italiani.
Il titolo dell’articolo, “Siamo messi benone”, è ovviamente sarcastico: descrive una società atomizzata, dove il sospetto reciproco prevale sul senso di comunità, rendendo di fatto fragile il tessuto stesso della democrazia.
23 dicembre 2025





