Goffredo Buccini ha scritto un editoriale sul Corriere della Sera in cui sostiene che l’Occidente deve continuare a sostenere l’Ucraina e difendersi dalla guerra ibrida russa.
Buccini sottolinea come la recente caduta di Andrij Yermak, braccio destro di Zelensky travolto da un’inchiesta per corruzione, non debba in alcun modo minare la determinazione dell’Occidente nel sostenere l’Ucraina.
Sostegno incondizionato a Kiev
- Anticorpi ucraini: nonostante gli scandali, la società e le istituzioni ucraine mostrano “anticorpi potenti”, provato dal fatto che l’inchiesta è stata svelata da organismi creati post-Euromaidan.
- Volontà di resistenza: la maggior parte della popolazione ucraina non vuole tornare sotto il controllo di Mosca. Stanno combattendo il loro “risorgimento nazionale” e, anche se Zelensky dovesse cadere, subentrerebbe un leader nazionalista ancora più risoluto (come il generale Zaluzhny).
- Slogan russo: l’idea che gli aiuti occidentali finiscano in corruzione è un’efficace propaganda russa usata per indebolire il sostegno europeo.
Il declino dell’Occidente e l’influenza Russa
Buccini argomenta che l’efficacia della propaganda russa risiede nel “declino senile del cosiddetto Occidente”.
- Rottura sentimentale: decenni di politiche basate sul pareggio di bilancio e sull’idea che l’economia non avesse bisogno della politica hanno spento la “passione dei cittadini” per le democrazie liberali, creando un vuoto a vantaggio del “veloce decisionismo autocratico”.
- Strategia ibrida di Putin: la Russia, in linea con il discorso di Monaco del 2007 di Putin, sfrutta questa rottura. La sua guerra più insidiosa non è militare, ma si basa sulla guerra ibrida: finanziamenti occulti, fake news, manipolazione digitale e costruzione di “politici-fantoccio” per spostare l’asse europeo senza l’uso degli Spetsnaz.
- Esempi chiari: il successo di figure come Nigel Farage o dei criptonazisti di AfD nei sondaggi dimostra come la disinformazione possa facilmente piazzare sodali russi “nelle stanze dei bottoni”.
🛡️ La Necessità dello “Scudo per la Democrazia”
- La risposta europea: la Commissione Europea ha lanciato uno “scudo per la democrazia” per proteggere i processi elettorali e il dibattito pubblico dall’ingerenza straniera, con strumenti come un Centro per la resilienza democratica e protocolli di allerta rapida.
- Legittimità della reazione: una democrazia che si difende è legittima, ma deve saper distinguere tra opinioni lecite (es. preoccupazione per le migrazioni) e menzogne costruite a tavolino (es. il “piano Kalergi”).
- Non solo reagire: reagire e “scudare” il dibattito non basta. L’Occidente deve riempire il messaggio con una visione in grado di ricostruire la “connessione sentimentale con i dimenticati”. L’Ucraina, che ha scritto il suo discorso nazionale in trincea, serve da “sveglia fragorosa” per l’Occidente.





