Milena Gabanelli e Claudio Gatti, hanno pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui analizzano come due potenze apparentemente in contrasto, gli Stati Uniti sotto l’influenza di Donald Trump e la Russia di Vladimir Putin, stiano perseguendo obiettivi paralleli e convergenti volti a indebolire e disgregare l’Unione Europea.
Ecco una sintesi dei punti chiave:
- La minaccia di disgregazione: l’articolo parte dalla crescente preoccupazione per la “guerra ibrida” che mira a delegittimare l’UE. Mentre il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha nominato Russia e Cina, gli autori evidenziano l’esistenza di un “convitato di pietra”: l’America di Donald Trump e i suoi consiglieri strategici.
- L’alleanza anti-UE tra Mosca e Washington:
- Coincidenza di Interessi: Mosca e Washington sono impegnate in campagne autonome ma parallele per impedire una maggiore integrazione europea. Una UE divisa rafforza la posizione di entrambe le potenze, consentendo loro di negoziare da una posizione di forza con i singoli Paesi membri.
- Indebolimento strategico: per decenni, Putin ha usato la dipendenza energetica (gas, petrolio) per esercitare influenza politica e spingere gli Stati membri (come l’Ungheria di Orbán) ad ostacolare la politica unitaria continentale. Allo stesso modo, l’obiettivo dell’America First sostenuto da Trump è che una Europa frammentata rafforzi il presidente americano sul fronte estero ed economico.
- Il ruolo della Heritage Foundation (USA):
- Obiettivo di lunga data: la Heritage Foundation, il think tank ultra-conservatore che ha prodotto il “Project 2025” per Trump, ha l’obiettivo strategico dello smembramento dell’UE da due decenni.Posizione esplicita: già in rapporti del 2006 e 2007, il think tank ha dichiarato che la crescente centralizzazione dell’Europa rappresenta una “minaccia fondamentale per gli interessi degli Stati Uniti” e ha auspicato che gli USA svolgessero un ruolo nella “scomparsa” dell’Unione.
- Finanziamenti e sostegno: negli ultimi 5 anni, i maggiori think tank conservatori statunitensi hanno investito 109,8 milioni di dollari in Europa.
- L’Alleanza con i sovranisti europei:
- Ungheria e MCC: il think tank euroscettico ungherese Mathias Corvinus Collegium (MCC), grande nemico dell’integrazione, è finanziato dagli utili della compagnia petrolifera ungherese Mol, la quale trae profitti principalmente dalla vendita di petrolio russo.
- Polonia e ordo iuris: la Heritage Foundation collabora con think tank euroscettici polacchi come Ordo Iuris, che ha legami con Mosca attraverso l’oligarca Konstantin Malofeev e il politologo antieuropeo Aleksandr Dugin.
- Piano di dissoluzione: MCC e Ordo Iuris hanno prodotto il documento “The Great Reset: ripristinare la sovranità degli Stati membri nel XXI secolo”, che invoca “lo scioglimento dell’UE nella forma attuale”, discusso in un workshop a porte chiuse della Heritage Foundation.
- Esempi politici di sostegno:
- La Brexit è citata come il miglior esempio della coincidenza di interessi, sostenuta sia da Putin che da Trump (attraverso Nigel Farage).
- Trump ha incontrato il candidato euroscettico polacco Karol Nawrocki in vista delle elezioni.
- Una delegazione del Dipartimento di Stato USA ha incontrato alti funzionari del Rassemblement National di Marine Le Pen, il partito più euroscettico della Francia, sostenendo che una UE centralizzata indebolisce la sicurezza e l’economia americana.





