Maurizio Belpietro su “La Verità”, il quotidiano che dirige (La Pravda in salsa italica) delinea un presunto piano in atto da parte del Quirinale (la Presidenza della Repubblica) per impedire al centrodestra, guidato da Giorgia Meloni, di rivincere le elezioni politiche del 2027 e, di conseguenza, di poter eleggere il prossimo Presidente della Repubblica.
Scrive Belpietro: ”Le manovre del Quirinale contro le maggioranze di centrodestra sono ormai un classico della Seconda Repubblica. Dunque, ciò che raccontiamo, che ci giunge da una fonte più che autorevole, non ci stupisce. Non è la prima volta che lassù sul Colle provano a sabotare la volontà popolare. Lo scorso anno, in un’intervista al Corriere della Sera, il cardinale Camillo Ruini raccontò di un pranzo avuto nel 1994 con l’allora capo dello Stato, Oscar Luigi Scalfaro. Tra una portata e l’altra servita da camerieri in guanti bianchi, il presidente della Repubblica chiese a quello della Cei di aiutarlo a far cadere Silvio Berlusconi. Che tra lui e il premier non corresse buon sangue si sapeva e si sapeva pure che Scalfaro garantì a Umberto Bossi che non avrebbe sciolto le Camere se la Lega avesse tolto l’appoggio al governo del Cavaliere. Però nessuno immaginava che, alla presenza del segretario di Stato, cardinal Angelo Sodano, e del cardinale Jean-Louis Tauran, il presidente fosse arrivato fino al punto di chiedere la benedizione del Vaticano per far cadere un governo legittimamente eletto dagli italiani. Come poi avvenne: il Carroccio si sfilò dalla maggioranza e Berlusconi fu costretto alla resa”.
Punti chiave della presunta strategia del Quirinale:
- Creazione di un “Nuovo Ulivo” o “ammucchiata ulivista”:
- L’idea centrale sarebbe quella di creare una “grande lista civica nazionale” o una coalizione centrista allargata, una sorta di riedizione dell’Ulivo (come nel 1996), che riunisca diverse forze per sottrarre voti a Giorgia Meloni.Questo passerebbe attraverso la rottura della coalizione di centrodestra (simile a quanto accaduto nel 1994 con Berlusconi) per portare la sua componente centrista ad allearsi con la sinistra.
- L’obiettivo finale sarebbe impedire che una maggioranza non di sinistra possa decidere il successore di Sergio Mattarella nella prossima legislatura.
- L’attesa di un “provvidenziale scossone”:
- Secondo una fonte citata nell’articolo (un consigliere di Mattarella, l’ex parlamentare PD Francesco Saverio Garofani), il tempo a disposizione (un anno e mezzo) potrebbe non essere sufficiente per organizzare un’alternativa vincente.Si invocherebbe quindi un “provvidenziale scossone” per destabilizzare l’esecutivo.
- Gli eventi che potrebbero costituire questo scossone includono:
- Un “No” al referendum sulla giustizia.
- L’azione della Corte dei Conti e di altri giudici che “mettono i bastoni tra le ruote” al governo.
- Una crisi finanziaria con lo spread alle stelle (come paventato ai tempi di Berlusconi nel 2011).
Contesto Storico (Secondo l’Articolo):
L’articolo inquadra queste presunte manovre come un “classico della Seconda Repubblica”, citando precedenti storici in cui il Quirinale sarebbe intervenuto per far cadere o sostituire governi di centrodestra:
- 1994 (Scalfaro vs. Berlusconi): il Presidente Oscar Luigi Scalfaro avrebbe lavorato per far cadere il primo governo Berlusconi, non sciogliendo le Camere e nominando Lamberto Dini per consentire alla sinistra di riorganizzarsi (portando alla vittoria di Prodi nel 1996).
- 2011 (Napolitano vs. Berlusconi): la “manovra a tenaglia” con Francia, Germania e BCE avrebbe costretto Silvio Berlusconi alle dimissioni, sostituito dal tecnico Mario Monti.
- 2021 (Mattarella vs. Conte II): in seguito alla caduta del governo Conte II, invece di sciogliere il Parlamento, fu nominato Mario Draghi, trasformando l’emergenza in una “regola” di esecutivi senza maggioranza politica diretta.
L’autore conclude avvertendo che, dato questo presunto precedente, è necessario “stare all’occhio” contro le manovre del Colle.
18 nvembre 2025





