Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Esteri

Giappone-Cina, la lite infinita

Paolo Salom ha pubblicato sul Corriere della Sera, un articolo in cui descrive un periodo di altissima tensione tra i due Paesi dell’Estremo Oriente.

Scrive Salom: ”Nella tradizione shintoista, quando le forze della Natura sono disturbate, i kami — gli spiriti che stanno in tutte le cose, animate o inanimate — si destano e manifestano la loro furia. Come? Per esempio con un’eruzione: lava, cenere e lapilli. Ed è così che, in Giappone, qualcuno sta interpretando il risveglio del vulcano Sakurajima (la montagna «dell’isola dei fiori di ciliegio»), ieri, come un segno del fastidio per la lite che non accenna a spegnersi tra Cina e il Sol Levante”.

Punti chiave della sintesi:

  1. Origine della crisi: la tensione si è riaccesa dopo che la neo-premier giapponese Sanae Takaichi ha ipotizzato di mobilitare le forze di autodifesa in aiuto di Taiwan in caso di un’invasione da parte di Pechino.
  2. Escalation verbale e diplomatica: la reazione cinese è stata immediata e dura, con il console generale cinese a Osaka che avrebbe minacciato di “tagliare il collo” a chiunque si muovesse per Taiwan. Sono seguiti la convocazione reciproca degli ambasciatori e reprimende incrociate.
  3. Ritorsioni cinesi: Pechino ha attuato ritorsioni pratiche, sconsigliando i viaggi di piacere in Giappone e diffondendo un “avviso” per gli studenti cinesi (attuali e futuri) nel Sol Levante, esortandoli a valutare attentamente i crescenti “rischi per la sicurezza” e a prendere precauzioni.
  4. Disputa territoriale intensificata: la tensione è stata aggravata dall’annuncio che la Guardia costiera cinese ha ripreso a pattugliare le acque attorno alle isole Senkaku (chiamate Diaoyu dalla Cina), amministrate dal Giappone ma rivendicate da Pechino.
  5. Contesto storico: L’articolo sottolinea come la rivalità sia alimentata anche da ferite storiche non sanate, in particolare le atrocità commesse dall’esercito giapponese in Cina a partire dal 1937. La situazione è peggiorata dalle regolari visite di leader politici giapponesi (come Takaichi) al Santuario di Yasukuni, dove sono onorate anche le anime dei criminali di guerra.
  6. Simbolismo naturale: Infine, l’articolo menziona l’eruzione del vulcano Sakurajima, che secondo la tradizione shintoista, viene interpretato da alcuni come un segno di fastidio dei kami (spiriti della Natura) per la lite in corso. 17 novembre 2025