Trump e Netanyahu esultano per il raggiungimento della piano pace sulla Striscia di Gaza. Donald rimane assai contrariato perchè non gli è stato assegnato il premio Nobel per la Pace. E così il sogno di non assistere più a morti già vacilla”. Intanto la tregua a Gaza resta fragile il giorno dopo la firma dell’intesa in Egitto con Trump e i leader mondiali. Israele accusa Hamas di non aver restituito tutti i corpi degli ostaggi uccisi, come prevedeva l’accordo, e blocca il flusso di aiuti dall’Egitto, tenendo ancora chiuso il valico di Rafah. Mentre i miliziani denunciano «violazioni» del cessate il fuoco dopo la morte di almeno 44 palestinesi nelle ultime 24 ore. Annunciata per stasera la consegna di altre quattro salme ma la Croce rossa avverte: «Ci vorrà tempo per recuperare tutti i corpi»”stranezza di consegnare ad Hamas le chiavi dell’ordine pubblico a Gaza”, “Hamas si vendica e si contano già decine di morti tra i palestinesi di altre fazioni”) suggeriscono una situazione di forte tensione e una possibile escalation di violenza interna a Gaza in un contesto post-conflitto o di tregua.
Ecco un’analisi basata sulla ricerca e sulle dinamiche note nella Striscia di Gaza:
- Piano di pace e controllo di Gaza:
- Le notizie più recenti (settembre-ottobre 2025 nelle fonti) parlano di un “piano di pace di Trump per Gaza” che prevedeva uno scambio di ostaggi/prigionieri e un cessate il fuoco immediato, pur tra molte riserve e critiche.La “stranezza di consegnare ad Hamas le chiavi dell’ordine pubblico” non trova riscontro diretto nei piani noti. Al contrario, uno degli obiettivi dichiarati di Israele e uno dei nodi critici di qualsiasi piano post-bellico è la debellazione di Hamas e la sua rimozione dal controllo civile e militare di Gaza.
- Alcune fonti, tuttavia, riportano che un alto funzionario di Hamas avrebbe ammesso di aver perso l’80% del controllo di Gaza (luglio 2025), con un conseguente crollo della sicurezza e la presenza di bande armate. Questo indica un vuoto di potere e un caos interno, non proprio una “consegna delle chiavi”. La questione su chi debba gestire l’ordine pubblico a Gaza nel “giorno dopo” è uno dei maggiori ostacoli politici internazionali.
- Violenza inter-fazione (“Hamas si vendica”):
- La sua menzione di “decine di morti tra i palestinesi di altre fazioni” suggerisce scontri armati intestini (tra Hamas e, presumibilmente, gruppi rivali come il Fatah o altre fazioni armate minori).Storicamente, Hamas ha preso il controllo di Gaza con la forza nel 2007, sconfiggendo le forze di Fatah, e da allora ha mantenuto un controllo autoritario. Qualsiasi disordine post-bellico o tentativo di altre fazioni di riemergere o di prendere il controllo di aiuti e governance è una fonte potenziale di violenza intestina e “vendette”.
- Tuttavia, gli articoli trovati non menzionano specificamente decine di morti in recenti scontri inter-fazione nell’ottobre 2025. La maggior parte dei dati sulle vittime si riferisce agli scontri tra Israele e gruppi palestinesi.
In sintesi, gli elementi da lei citati riflettono una situazione di estrema incertezza e potenziale violenza interna, in linea con il caos e il vuoto di potere che ci si aspetterebbe a Gaza dopo un conflitto prolungato, ma non è immediatamente confermato che l’origine sia la “consegna delle chiavi dell’ordine pubblico ad Hamas” nell’ambito di un piano di pace. Il quadro attuale è segnato dalla crisi umanitaria, dalla distruzione e dalla lotta per il controllo futuro del territorio.
14 ottobre 2025





