di Federico Riolfo
Tanti di noi hanno un pc, un cellulare, un foglio e una penna, per scrivere un pensiero.
Ma a chi ci rivolgiamo?
A chi parliamo?
Perché vogliamo scrivere, trasmettere, parlare?
Abbiamo un bisogno, sentiamo dentro di noi nascere una necessità, un’emozione, un desiderio di raccontare un pensiero, un momento, una piccola storia.
Quello che ci serve é trovare qualcuno che ci ascolti, qualcuno che abbia voglia di condividere la propria esperienza, un po’ di conoscenza, di saggezza.
Non cerchiamo il consenso, non auspichiamo soluzioni, cerchiamo solamente un luogo dove poter parlare ad alta voce, dare libertà alla nostra anima, lasciare che i nostri pensieri possano correre liberi, trovare sfogo, perdere quel velo grigio che li ha sempre avvolti.
Esiste uno spazio così?
Sappiamo a chi parlare?
Abbiamo veramente la possibilità di essere veri, banali, semplici, normali?
Un luogo, una o più persone, che possano accoglierci, che si mettano al servizio dell’ascolto, della comunicazione, della comprensione, l’abbiamo?
Comunicare é trasmettere, é condividere, é lasciarsi trasportare, coinvolgere, io ti dico quello che penso, tu mi dici quello che pensi, un dare, un avere che ha grande valore, che accende il nostro cuore, ogni volta che decidiamo di togliere tutti i veli che ci coprono.
Anche se siamo in autunno inoltrato, la natura si priva della sua chioma, si spoglia, lascia intravedere il suo corpo esile, ed è bellissima, perché è vera, sincera, così anche noi, possiamo trovare il coraggio di essere trasparenti, umili.
di Federico





