Su Il Foglio, quotidiano diretto da Claudio Cerasa, Adam Leher, il vice direttore di Tablet, ha scritto un articolo che è un resoconto critico e disincantato di un comizio tenuto dal politico Zohran Mamdani a New York, che l’autore, Adam Lehrer, vicedirettore del Tablet, definisce una “parodia del comunismo da champagne e boutique”.
Leher sostiene che in Mamdani ”C’è l’affettazione: quel sorriso perennemente forzato, da cartone animato, nella sua falsità; l’accento camaleontico che cambia con la folla; le foto ricordo studiate per gonfiare la sua credibilità di ‘minoranza rappresentativa’. Più e più volte, è riuscito a dire bugie stravaganti mentre ostentava superiorità morale, ignaro di essere diventato una parodia del comunismo da champagne. Predica sulle lotte della classe operaia, eludendo la verità: suo padre è un celebre accademico, sua madre una stimata (anche se terribilmente noiosa) regista e che, a detta di tutti, non ha mai lavorato un giorno in vita sua. Zohran è un algoritmo umano addestrato sui gesti e le cadenze del pubblico che spera di sedurre”.
1. L’atmosfera e la critica al movimento
L’autore descrive il comizio come un “incubo febbrile” in cui la politica si confonde con la terapia e l’isteria. Sottolinea l’incoerenza del pubblico, un miscuglio di baby boomer anti-Trump e gruppi ortodossi in un “uroboro antisraeliano, quasi antisemita”. Il movimento di Mamdani è un confuso groviglio di “pseudo-comunismo terzomondista, radicalismo islamista performativo e… liberalismo globale intriso di ong”.
2. Mamdani come “Avatar” di una generazione
Lehrer critica la personalità di Mamdani, definendolo un “algoritmo umano” e l’“avatar” della generazione millennial progressista (27-34 anni nel 2025). Questa generazione, segnata da tirocini non retribuiti e aspettative disattese, vede in lui la propria vendetta. L’autore evidenzia l’“affettazione” di Mamdani: il sorriso forzato, l’accento mutevole e le foto studiate, usate per gonfiare la sua credibilità come rappresentante delle “minoranze”, nascondendo la sua origine agiata (padre accademico celebre, madre regista stimata).
3. L’assurdità dell’ideologia
L’autore sintetizza l’assurdità del movimento in un’immagine: un giovane comunista, curvo e spettrale, con una mascherina e una kefiah, che tiene un opuscolo che recita “Non si può avere capitalismo senza razzismo”. Questo incarna un “collage di ideologia” farsesca, contraddittoria e sincera, che mescola paranoia pandemica, assolutismo morale (era George Floyd), radical chic, risentimento antiamericano e disprezzo antisemita.
Le fazioni del sostegno
Lehrer divide i sostenitori di Mamdani in tre gruppi distinti:
- Baby boomer squilibrati.
- Migranti etnici (come Edafe), il cui entusiasmo è sincero ma egoistico, interessati alle sue politiche socialdemocratiche (controllo degli affitti, equità salariale).
- Millennial ultra-sinistri della classe medio-alta (come Raj), che confondono il fallimento nell’ottenere un lavoro ben retribuito con l’essere “classe operaia”. Questi ultimi sono i “garanti” e i veri credenti del messaggio.
5. Il postmodernismo e la mercificazione della rivoluzione
L’articolo conclude che Zohran Mamdani non guida il movimento, ma lo incarna. Egli è un “artefatto vivente della condizione postmoderna” (citando Jean Baudrillard e Zygmunt Bauman), dove l’autenticità è scomparsa. La ribellione è diventata un “target di marketing” e la rivoluzione è stata “monetizzata” e ridotta a una tendenza di stile di vita o un “consumismo criptato”. I simboli radicali sono spogliati del loro contesto e rivenduti come “kit di empowerment”. La politica di Mamdani è un “miscuglio caotico” di gergo identitario, comunismo da boutique e superficiali segnali religiosi. La sua forza sta nella sua incoerenza, che lo rende uno specchio perfetto per i suoi sostenitori, alienati e iperverbali.
L’autore avverte che New York rischia di essere governata da persone “senza convinzioni e princìpi” e che la città non sta entrando in una rivoluzione, ma in un “ciclo di feedback” (un sistema chiuso in cui il messaggio si autoalimenta senza contatto con la realtà).
10 novembre 2025





