Da Dell a Doordash: i colpi in Borsa di Donald. Dall’inizio dell’anno ha fatto 3.600 operazioni
Federico Fubini ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui descrive quanto sta avvenendo negli Stati Uniti sotto la seconda presidenza Trump. Donald Trump ”senza provare un attimo d’imbarazzo sta riscrivendo la definizione stessa di corruzione negli Stati Uniti. Da rabdomante della politica, individua i varchi nel sistema istituzionale e vi si infila. Non solo per perseguire il proprio interesse mentre governa, ma per trasmettere implicitamente un messaggio più importante: a lui non si applicano i vincoli che hanno sempre riguardato tutti gli altri, lui è un leader eccezionale che non può temere né i tribunali, né le sanzioni tipiche delle democrazie. Dunque tutto gli è permesso”. Ecco una sintesi dei punti principali dell’editoriale:
Il superamento dei vincoli istituzionali. Fubini sostiene che Donald Trump stia ridefinendo il concetto di corruzione negli Stati Uniti, agendo con la convinzione di essere al di sopra dei tribunali e delle regole democratiche. Attraverso una gestione spregiudicata dei propri interessi, Trump lancia un messaggio di “eccezionalità”: a lui non si applicano i limiti imposti agli altri leader.
Un portafoglio azionario iperattivo. Secondo le dichiarazioni firmate dallo stesso Trump per l’Ufficio per l’etica governativa, il suo portafoglio (del valore stimato tra i 220 e i 750 milioni di dollari) ha effettuato ben 3.642 transazioni nei primi tre mesi dell’anno. Nonostante la gestione sia formalmente affidata ai figli, Trump ne è pienamente consapevole.
I casi di conflitto d’interesse e manipolazione. L’editoriale elenca diversi episodi in cui le decisioni politiche o le dichiarazioni pubbliche di Trump hanno coinciso con i suoi interessi finanziari:
- Oracle: titoli acquistati pochi giorni prima di una decisione governativa favorevole riguardante TikTok.
- Dell Technologies: dopo aver ricevuto finanziamenti dalla famiglia Dell per un suo progetto politico, Trump ha elogiato pubblicamente l’azienda dalla Casa Bianca, facendone schizzare il titolo del 12% in un solo giorno.
- Boeing, Nvidia e Doordash: investimenti mirati effettuati poco prima di annunci commerciali, concessioni sull’export di chip o plateali promozioni televisive (come la consegna di un pasto in diretta TV).
L’assenza di regole e l’immunità. Fubini sottolinea come Trump abbia rotto la prassi dei “blind trust” (i fondi ciechi usati dai predecessori per evitare conflitti). Poiché non esiste una legge che ne imponga l’uso e data la recente sentenza della Corte Suprema sull’immunità presidenziale, Trump agisce in un vuoto normativo che gli permette di trasformare il potere politico in profitto privato, riaffermando simbolicamente la sua superiorità sul sistema.
Il superamento dei vincoli istituzionali. Fubini sostiene che Donald Trump stia ridefinendo il concetto di corruzione negli Stati Uniti, agendo con la convinzione di essere al di sopra dei tribunali e delle regole democratiche. Attraverso una gestione spregiudicata dei propri interessi, Trump lancia un messaggio di “eccezionalità”: a lui non si applicano i limiti imposti agli altri leader.
Un portafoglio azionario iperattivo. Secondo le dichiarazioni firmate dallo stesso Trump per l’Ufficio per l’etica governativa, il suo portafoglio (del valore stimato tra i 220 e i 750 milioni di dollari) ha effettuato ben 3.642 transazioni nei primi tre mesi dell’anno. Nonostante la gestione sia formalmente affidata ai figli, Trump ne è pienamente consapevole.
I casi di conflitto d’interesse e manipolazione. L’editoriale elenca diversi episodi in cui le decisioni politiche o le dichiarazioni pubbliche di Trump hanno coinciso con i suoi interessi finanziari:
- Oracle: titoli acquistati pochi giorni prima di una decisione governativa favorevole riguardante TikTok.
- Dell Technologies: dopo aver ricevuto finanziamenti dalla famiglia Dell per un suo progetto politico, Trump ha elogiato pubblicamente l’azienda dalla Casa Bianca, facendone schizzare il titolo del 12% in un solo giorno.
- Boeing, Nvidia e Doordash: investimenti mirati effettuati poco prima di annunci commerciali, concessioni sull’export di chip o plateali promozioni televisive (come la consegna di un pasto in diretta TV).
L’assenza di regole e l’immunità. Fubini sottolinea come Trump abbia rotto la prassi dei “blind trust” (i fondi ciechi usati dai predecessori per evitare conflitti). Poiché non esiste una legge che ne imponga l’uso e data la recente sentenza della Corte Suprema sull’immunità presidenziale, Trump agisce in un vuoto normativo che gli permette di trasformare il potere politico in profitto privato, riaffermando simbolicamente la sua superiorità sul sistema.
23 maggio 2026





