Liana Milella ha pubblicato su Il Fatto Quotidiano un articolo in cui critica aspramente la proposta di separazione delle carriere dei magistrati (giudici e pubblici ministeri), sostenendo che il vero obiettivo non sia l’efficienza della giustizia, ma la creazione di più poltrone e posti di potere per politici “trombati” (non rieletti o ex parlamentari), con un conseguente triplicazione dei costi per lo Stato.
Punti chiave della sintesi:
- Triplicazione degli organismi e aumento delle poltrone: la riforma prevede la creazione di tre organismi distinti: il CSM dei PM, il CSM dei Giudici e l’Alta Corte disciplinare, triplicando di fatto le attuali posizioni.
- Aumento dei membri laici: i membri laici (non magistrati) passeranno dagli attuali 10 a un numero triplo (fino a 30 consiglieri). L’articolo definisce il sorteggio per i laici come “sporco”, poiché deputati e senatori voteranno una rosa già selezionata, trasformando questi posti in un “paracadute sicuro” per politici sconfitti o ex parlamentari. Vengono citati diversi esempi di ex politici (come Bertolini, Natoli, Aimi, Casellati) che hanno trovato o cercato posto nell’attuale CSM.
- Costi non coperti e mancanza di dati: viene aspramente criticato il ministro Carlo Nordio e la maggioranza per non aver mai fornito dati sui costi della riforma. L’articolo sottolinea che una legge costituzionale che introduce nuovi oneri (come in questo caso) non cita un solo dato, in barba all’articolo 81 della Costituzione (“Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte”).
- Duplicazione di concorsi e scuola di magistratura:
- Concorsi: i concorsi per PM e giudici dovranno sdoppiarsi, raddoppiando i costi (oggi circa 1 milione di euro per un solo concorso) e aggiungendo le spese per nuovi test psico-attitudinali (idea di Nordio).
- Scuola della magistratura: anche la formazione, oggi unica con un costo di 8 milioni di euro, dovrà duplicarsi con due percorsi formativi separati, raddoppiando le spese e il personale.
- Costi del personale triplicati:
- Un consigliere del CSM guadagna attualmente 240.000 euro annui più rimborsi spese per 50.000 euro. Con la triplicazione degli organismi, si triplicheranno anche il personale (autisti, segretari, ufficio studi) e i costi.
- Il costo attuale del CSM è di 43 milioni di euro, che con la triplicazione salirebbe oltre i 150 milioni di euro, senza contare la necessità di costruire tre nuovi palazzi per ospitare i due CSM e l’Alta Corte.
- Consigli giudiziari: anche i 26 Consigli giudiziari territoriali, che si occupano delle valutazioni di professionalità, dovrebbero essere sdoppiati, aumentando ulteriormente i costi e l’impegno di personale.
L’autrice conclude affermando che gli italiani hanno il diritto di sapere quanto costerà loro questa riforma, che sembra essere motivata principalmente dal desiderio di “triplicare i posti dei politici trombati”.
6 novembre 2025





