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Politica

La democratura alla Meloni-Orban

La premier Giorgia Meloni si comporta sempre più spesso come leader dell’opposizione (strilla e sbraita) esprimendo evidenti simpatie per personaggi sicuramente anti-democratici come Trump ed Orban, i quali nei loro Paesi usano incredibili pressioni che minano la democrazia americana e quella ungherese.

Giorgia Meloni quando parla ai deputati ed ai senatori (sono state documentate), è sempre arrabbiata, e il suo livore verso gli avversari politici, è fin troppo manifesto. Meloni è aggressiva e questo suo comportamento non ha ragion d’essere. I suoi, dopo tre anni di governo, non sono in calo. La luna di miele continua. Ci si ricorda delle sue parole a proposito della vicenda di Bibbiano, dei bambini sottratti alle famiglie? Un altro episodio riguarda una sua ammissione di aver perso la pazienza, anche se in generale ha affermato che cercherà di mantenere la calma in futuro. Il che sembra non sembra riuscirle.

Propaganda politica:

Meloni ha denunciato una propaganda politica definita “assassina”, caratterizzata da misoginia e omofobia, paragonando i toni a quelli di figure come Putin e Kirill. 

Bisogna anche convenirne che mettere insieme 27 (o anche solo 5 o 10) paesi europei è una impresa ardua, forse inattuabile e creare istituzioni democratiche per 27 paesi con lingue, storie, memorie e interessi diversi è una missione quasi impossibile. Al massimo qualche politico accenna a una “maggiore integrazione europea”. Ma l’unione federale è ormai abbandonata da tutti, perfino dai politici italiani che sono i più illusi e che cercano più degli altri di convincere il popolo della sacralità dell’Unione Europea.

Casi di cronaca:

Meloni aveva espresso una forte rabbia e dolore riguardo al caso dei bambini di Bibbiano, definendo i fatti come “sequestro e tortura”. 

Reazione dei sostenitori:

I suoi sostenitori sui social media hanno mostrato supporto, affermando che ha tutto il diritto di arrabbiarsi di fronte a certe situazioni. 

In Italia la democrazia è a rischio?

Magari no, ma certe preoccupazioni è lecito averle. In questi giorni il dibattito pubblico italiano e internazionale è incentrato sul comportamento e sugli orientamenti politici della nostra Meloni, del premier ungherese Orban

Le tue osservazioni toccano diversi temi rilevanti:

  1. Stile comunicativo e atteggiamento da “leader dell’opposizione”: l’idea che il Presidente del Consiglio mantenga un linguaggio e un approccio confrontazionale tipico di chi è all’opposizione è una critica che le viene mossa, in riferimento ad alcune sue esternazioni accese o alla tendenza a polarizzare il dibattito. Alcuni episodi in Parlamento o in eventi pubblici sono stati descritti da critici come sopra le righe.
  2. Simpatie per figure “anti-democratiche” (Trump e Orbán): La vicinanza ideologica e politica di Giorgia Meloni (e del suo partito FdI) a Donald Trump e Viktor Orbán è ampiamente dibattuta e riportata. Questi leader sono spesso visti come esponenti di una destra sovranista e “illiberale” che, secondo i critici, metterebbe in discussione i principi democratici, le istituzioni e lo stato di diritto nei rispettivi Paesi. In particolare, il modello di Orbán in Ungheria è stato definito da alcuni commentatori, come hai menzionato, con il termine “democratura” a causa di riforme che limiterebbero l’indipendenza della magistratura e la libertà di stampa.
  3. Il concetto di “Democratura”: Questo termine, usato per descrivere sistemi politici formalmente democratici ma che presentano forti derive autoritarie o illiberali, viene spesso impiegato da osservatori e oppositori per analizzare i regimi di leader come Orbán e, in chiave di rischio, le tendenze di altre destre sovraniste.

Molti articoli e commenti politici analizzano proprio questo incrocio di temi: lo stile populista (visto da alcuni come aggressivo o di rottura), l’allineamento internazionale con figure come Trump e Orbán, e i timori per un indebolimento delle istituzioni democratiche.

23 ottobre 2025