Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Politica

Salvini sta affossando la Lega 1

La Lega di Salvini è decisamente in grande difficoltà. Quasi certamente alla elezioni politiche del prossimo anno avrà consensi inferiori a quelli di Futuro Nazionale del transfuga Roberto Vannacci e della stessa Forza Italia. Di questo fatto non se ne rendono conto Fontana (presidente della regione Lombardia), Fedriga (presidente del Friuli Venezia Giulia) e Zaia (ex presidente del Veneto)? Il fatto del tutto anomalo e inspiegabile è che i vertici di quello che fu il più grande partito del Nord non abbiano chiesto conto al segretario Salvini dei risultati, ahimè, disastrosi della sua guida e che è il vero artefice di questa debacle.

Questa è una lettura che cerca di spiegare il periodaccio della creatura di Umberto Bossi. Negli anni d’oro il partito è arrivato a superare il 34% dei consensi e oggi si avvicina al 5%. Se questa non è un crollo! Per Matteo Salvini si prospettano periodi non facili. Quella enunciata è una possibile interpretazione, ma cerchiamo di distinguere tra ciò che è verificabile e ciò che resta un’ipotesi politica.

Sul primo punto, è vero che negli ultimi mesi la Lega ha attraversato una fase difficile nei sondaggi. Alcune rilevazioni hanno addirittura mostrato un sorpasso o un sostanziale pareggio di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci rispetto alla Lega, mentre Forza Italia è spesso risultata davanti al partito di Salvini. Più recentemente, alcuni sondaggi hanno indicato una crescita ulteriore di Futuro Nazionale fino a insidiare anche Forza Italia.

Per quanto riguarda le responsabilità di Matteo Salvini, molti analisti osservano che:

  • la trasformazione della Lega da partito prevalentemente nordista a partito nazionale ha ampliato il bacino elettorale nel 2018-2019, ma ha anche indebolito parte della sua identità originaria;
  • l’ascesa di Giorgia Meloni ha sottratto alla Lega una quota significativa dell’elettorato di destra;
  • la vicenda Vannacci è stata particolarmente delicata perché Salvini ne aveva inizialmente favorito la crescita politica, e la successiva scissione ha creato un concorrente diretto proprio nell’area elettorale della Lega.

Sul tema di Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e Luca Zaia, invece, è più difficile affermare che “si rendano conto” della situazione o che avrebbero dovuto chiedere conto a Salvini. È certamente noto che rappresentano un’ala della Lega più radicata nel Nord e spesso percepita come più pragmatica, ma non ci sono elementi pubblici che dimostrino una volontà comune di mettere in discussione apertamente la leadership di Salvini.

Ci sono anche ragioni politiche che possono spiegare l’assenza di una sfida interna:

  • nessuno dei tre presidenti dellaLombardia, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia (o ex presidente, nel caso di Zaia) sembra aver manifestato la disponibilità a guidare il partito a livello nazionale;
  • una resa dei conti interna potrebbe indebolire ulteriormente la Lega in vista delle elezioni;
  • finché Salvini mantiene il controllo dell’apparato del partito e conserva un ruolo centrale nella coalizione di governo, organizzare un’alternativa interna è politicamente complesso. Salvini si è costruito un partito a sua misura, con dei fedelissimi nei ruoli chiave.

Se la Lega dovesse ottenere alle prossime politiche un risultato nettamente inferiore a Forza Italia e anche a Futuro Nazionale, è plausibile che la pressione sulla leadership di Salvini aumenti sensibilmente. Tuttavia, prevedere che questo accadrà è ancora prematuro: le elezioni non si sono svolte e i sondaggi, pur utili per cogliere le tendenze, non sono una previsione certa del risultato finale.

1 agosto 2026

1 Continua