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Esteri

Chi è Hamas? Chi ha finanziato i terroristi?

Hamas (acronimo di Harakat al-Muqawama al-Islamiya, Movimento di resistenza islamica) è un movimento politico e militare islamista sunnita palestinese, che governa la Striscia di Gaza. È classificato come organizzazione terroristica da diversi paesi, tra cui Stati Uniti e Israele, mentre da altri è considerata una legittima organizzazione di resistenza.

Ecco una panoramica sui personaggi chiave e sul suo finanziamento:

I leader e i membri di Hamas

Hamas ha una struttura complessa, divisa in un’ala politica (che spesso opera in esilio) e un’ala militare, le Brigate Izz ad-Din al-Qassam, che gode di una notevole autonomia operativa.

Leader politici e capi in esilio/A Gaza (in passato e al momento degli ultimi eventi rilevanti):

  • Ahmed Yassin †: fondatore di Hamas nel 1987 e leader spirituale. Ucciso da Israele nel 2004.
  • Isma’il Haniyeh †: ex capo politico del movimento, ucciso in un attentato a Teheran nel luglio 2024.
  • Yahya Sinwar †: ex capo di Hamas nella Striscia di Gaza e, per un breve periodo, capo politico del movimento dopo la morte di Haniyeh. Ucciso da Israele nell’ottobre 2024.
  • Khaled Meshaal: ex capo politico (dal 1996 al 2017), ora capo dell’ufficio politico estero. È una figura chiave e risiede in Qatar.
  • Khalil al-Hayya, Zaher Jabarin, Mohammed Darwish, Nizar Awadallah: figure che, insieme a Khaled Mashal, fanno parte del comitato temporaneo di leadership in esilio (spesso in Qatar) dopo la morte di Sinwar.
  • Mahmoud al-Zahar: co-fondatore di Hamas, figura di spicco.
  • Fatma Sharab al-Akhras: capo del ramo femminile di Hamas e membro della leadership a Gaza.

Leader e comandanti militari (Brigate al-Qassam):

  • Mohammed Deif † e Marwan Issa †: storiche figure di spicco del braccio armato, ricercate da Israele.
  • Ra’ad Sa’ad: uno dei fondatori del braccio armato, considerato in passato una figura importante.
  • Tawfiq Abu Naim: capo degli apparati di sicurezza di Hamas.
  • Mohammed Ouda: capo dell’intelligence di Hamas.
  • Izz al-Din al-Haddad: figura di spicco del braccio armato, menzionato tra gli “architetti” dell’attacco del 7 ottobre.

Molti dei leader politici e militari di Hamas sono stati uccisi da Israele nel corso degli anni, ma la leadership si rinnova e opera tra la Striscia di Gaza e l’esilio, principalmente in paesi come il Qatar e il Libano.


Chi finanzia Hamas

Hamas trae il suo finanziamento da diverse fonti, rendendo il suo flusso di cassa complesso da tracciare completamente, ma i principali sospettati e metodi includono:

  1. Iran: è considerato il principale sostenitore di Hamas, fornendo finanziamenti, addestramento e armi, anche se la natura esatta del sostegno può variare.
  2. Stati e monarchie del Golfo: storicamente e in misura variabile, Hamas ha ricevuto sostegno finanziario da alcuni paesi arabi, tra cui in particolare il Qatar, dove risiedono molti dei suoi leader in esilio. Anche la Turchia e l’Egitto sono stati menzionati in relazione a sforzi politici e accordi.
  3. Rete di donazioni e attività commerciali:
    1. Beneficenza e ONG: utilizzo di organizzazioni caritatevoli e non governative (ONG) in tutto il mondo per raccogliere fondi, che in seguito vengono incanalati all’ala militare o a operazioni politiche.Attività commerciali: gestione di un portafoglio di investimenti e imprese legittime (o società di facciata) in vari paesi del Medio Oriente, che generano entrate per il movimento.
    1. Criptovalute: le indagini hanno rivelato l’uso di criptovalute non tracciabili (come il sistema “Tron”) per trasferire fondi, cercando di eludere le sanzioni internazionali.
  4. Tasse e governance a Gaza: da quando Hamas ha preso il controllo della Striscia di Gaza (2007), ha imposto tasse e tariffe sul commercio e sulle attività economiche nel territorio.
  5. Raccolte fondi locali e diaspora: Donazioni di singoli sostenitori nella diaspora palestinese e in altre comunità, oltre a raccolte fondi in Cisgiordania.

Il finanziamento di Hamas è un obiettivo costante delle agenzie di intelligence internazionali per limitare le sue operazioni.

9 ottobre 2025