In un articolo per La Stampa intitolato “Strade tortuose”, Mattia Feltri si interroga sulla profonda commozione mostrata dai leader della destra italiana, in particolare da Giorgia Meloni e Matteo Salvini, per l’assassinio di Charlie Kirk.
Feltri, colpito da questa reazione emotiva, ha cercato di capire come fosse nato un legame così forte con il giovane sostenitore di Trump, dato che Kirk è stato definito “uno di noi” dai leader italiani.
Afferma Feltri: ”non avrei mai pensato che in Italia, e nemmeno a destra, seguissero il giovane trumpiano con tanta devozione. Era uno di noi, è stato detto, e allora sono andato a vedere come fosse nata e fiorita questa corrispondenza politica e di affetti”.
Per indagare, Feltri ha prima consultato l’ANSA, scoprendo che Kirk era stato menzionato in 245 lanci, di cui 235 solo dopo l’attentato. Nelle 10 citazioni precedenti, si faceva riferimento alle sue attività pubbliche, ma non c’erano dichiarazioni di Meloni o Salvini su di lui.
Successivamente, ha cercato su Google e su ChatGPT, ma senza trovare alcuna prova di incontri, telefonate, o anche solo elogi a distanza tra i politici italiani e Charlie Kirk prima dell’attentato del 9 settembre. L’intelligenza artificiale ha confermato che, dopo una ricerca approfondita, non risultano dichiarazioni di Meloni, Salvini o di altri politici italiani su Kirk prima di tale data.
L’autore conclude che questa improvvisa e intensa vicinanza emotiva sembra essere una mossa di propaganda, definendola con la frase “strade tortuose dell’amore, e della propaganda”.
16 settembre 2025





