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Esteri

La Francia verso l’incognito

Massimo Nava pubblica sul Corriere della Sera un articolo in cui descrive descrive la Francia come intrappolata in una profonda crisi sistemica e istituzionale che la sta spingendo in un “baratro” di instabilità politica, con gravi ripercussioni sul futuro europeo, sul modello Italia del drammatico novembre del 2011.

1. La crisi politica senza precedenti

  • Instabilità record: dopo la caduta del governo di François Bayrou, la crisi si è aggravata con il rapidissimo crollo del governo Sébastien Lecornu, durato solo “poco più di 836 minuti”, il più breve della storia francese.
  • Paralisi: la crisi è apparsa senza via d’uscita e paralizza i partiti, rendendo probabili le elezioni anticipate e alimentando le richieste di dimissioni per il Presidente Emmanuel Macron, che appare sempre più isolato e senza margini di manovra praticabili.
  • Minaccia istituzionale: estrema destra e estrema sinistra potrebbero unirsi per votare una mozione di destituzione contro Macron, un passo dalle “conseguenze devastanti sul sistema”.

2. Debito record e disaggregazione sociale

  • Debito ufori controllo: la crisi politica è amplificata da una crisi finanziaria che ha portato il debito pubblico a un record di oltre 3.400 miliardi di euro (circa cinquantamila euro per ogni francese).
  • La “Francia arcipelago”: il sistema istituzionale, concepito da De Gaulle per garantire stabilità, si è rivelato meno resiliente del parlamentarismo italiano. La società francese è ormai una “Francia arcipelago,” composta da identità e realtà diverse che non hanno più molto in comune, rendendo impossibile la formazione di chiari rapporti di forza parlamentari.
  • Fine del bipartitismo: la tradizionale alternanza tra destra moderata e sinistra riformista è implosa, lasciando spazio alla litigiosità dei partiti che conducono una strategia in proprio.

3. I veti incrociati dei protagonisti

  • Estrema destra (Le Pen/Bardella): Marine Le Pen è attendista a causa della sua condanna all’ineleggibilità (in attesa di appello), ma il suo partito è in testa ai sondaggi, con le ambizioni presidenziali di Jordan Bardella ormai conclamate.
  • Sinistra Radicale (Mélenchon): Jean-Luc Mélenchon agisce “contro tutto e contro tutti”, chiedendo scioglimento dell’Assemblea e dimissioni di Macron per capitalizzare la rabbia popolare.
  • Repubblicani: hanno provocato la caduta di Lecornu per aver rifiutato il ripescaggio di Bruno Le Maire, accusato di essere il principale responsabile del debito fuori controllo.

4. Il rischio per l’Europa

Il secondo mandato di Macron è un “calvario” e la crisi, sommata a quella finanziaria, è una pessima notizia per l’Europa. La prospettiva peggiore è che la Francia possa essere guidata da una forza dichiaratamente sovranista ed euroscettica, per di più ambigua nei confronti della Russia, in un momento in cui l’Unione Europea necessita di stabilità e guida sicura.


In sintesi: la caduta lampo dei governi rivela un’impasse politica senza precedenti alimentata da un debito record e dalla disgregazione sociale, mettendo a rischio non solo la leadership di Macron ma anche la stabilità dell’intera Europa di fronte alla minaccia di una svolta sovranista.

8 ottobre 2025