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Esteri

Qual è il prezzo della pace

Questa è la sintesi dell’articolo di Federico Rampini, pubblicato oggi sul Corriere della Sera “Qual è il prezzo della pace”.

Secondo Rampini, la discussione sul futuro dell’Ucraina verte sulla formula “Terra in cambio di pace” (Land for Peace), un’idea che evoca precedenti storici come il conflitto in Medio Oriente. L’articolo esplora le difficoltà e le possibili implicazioni di un accordo di pace tra Russia e Ucraina, in particolare dopo l’incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin.

Punti salienti dell’analisi di Rampini:


Il dilemma del negoziato

  • L’autore riconosce che una pace che premia l’aggressore, lasciandolo impunito e violando la sovranità ucraina, è moralmente inaccettabile. Tuttavia, un negoziato che parta dalla condanna di Putin e dalla richiesta di restituzione dei territori occupati è un “non-starter”, ovvero non può neanche cominciare.
  • La situazione sul campo è tragica: la Russia sembra in una posizione di forza, mentre l’esercito ucraino, nonostante l’eroismo, soffre di inefficienze.

La proposta “Land for security”

  • La proposta di Trump, definita “Land for security” (territorio in cambio di sicurezza), suggerisce che in cambio di cessioni territoriali, l’Ucraina potrebbe ottenere “vere” garanzie di sicurezza, che includerebbero anche il posizionamento di truppe straniere sul suo territorio, persino con una presenza “in stile NATO”, senza però l’adesione all’Alleanza.
  • Rampini cita come possibile modello l’armistizio che pose fine alla guerra di Corea nel 1953, che ha permesso alla Corea del Sud di prosperare per 70 anni, pur vivendo in una situazione di confine militarizzato.

Le garanzie di sicurezza: il punto cruciale

  • Inizialmente, Putin voleva tutta l’Ucraina, ma la sua ambizione è stata ridimensionata dalla sanguinosa guerra. L’autore sottolinea che il vero nodo cruciale non è solo il confine territoriale, ma anche la natura delle garanzie di sicurezza che l’Ucraina otterrebbe.
  • A differenza della pretesa russa di limitare permanentemente la sovranità ucraina (rendendola neutrale, disarmata e impossibilitata a ricevere aiuti), l’idea di garanzie di sicurezza con una presenza militare internazionale potrebbe rappresentare una svolta reale.

In conclusione, l’editoriale di Rampini suggerisce che il prezzo della pace, in questo momento, potrebbe essere un compromesso che vede l’Ucraina cedere parte del suo territorio in cambio di garanzie di sicurezza tangibili, in uno scenario che ricorda il modello della Corea del Sud.

18 agosto 2025