di Antonello Catani
La convocazione degli alti gradi delle forze armate americane nella base dei marines a Quantico in Virginia, indetta dal Segretario alla difesa Peter Hegseth e con la partecipazione anche di Donald Trump, potrebbe apparire come un affare interno americano e insomma di scarso interesse per gli Europei. In realtà, tale raduno e i suoi contenuti hanno mostrato significative analogie con quanto avviene oggi in Europa e un ritratto inquietante dell’attuale élite americana al potere.
Affluiti dai quattro angoli del pianeta, oltre 800 generali e ammiragli hanno ascoltato in disciplinato silenzio il pensiero del loro Capo, che però – ironia della sorte – non proviene dalla carriera militare ma da quella degli show televisivi (FOX). Nel mondo di Donald Trump, a cominciare da lui stesso e compresa la nuova ambasciatrice in Grecia, il passato mediatico sembra essere una comune e quasi indispensabile caratteristica genetica.
Non stupisce quindi che lo stile della presentazione di Hegseth assomigliasse a quello dei reality show, condita di facili retoriche, di mimica facciale e di movimenti su e giù sul podio. Insomma, formalmente, uno show televisivo. La cosa surreale è che di fronte a lui difesa stessero pazientemente seduti generali e ammiragli.
Premessa questa cornice, i punti chiave del suo discorso possono essere parafrasati quasi alla lettera come segue:
“D’ora in poi il Ministero della difesa prenderà il nome e l’obiettivo di “Ministero della Guerra”. Ci troviamo di fronte a dei nemici. Essi vanno combattuti con la forza, anzi, con ferocia, senza nessuna pietà o scrupolo. Le vecchie regole d’ingaggio sono una debolezza. Noi dobbiamo vincere. Perciò occorre combattere con la massima brutalità, cacciare il nemico e ucciderlo. Basta inoltre con i generali grassi o con le barbe. Se le donne non sono in grado di svolgere compiti militari come gli uomini, per ragioni di prestanza fisica, pazienza. Se ne può fare a meno. Tutti, alti gradi compresi, devono assoggettarsi a una quasi giornaliera disciplina fisica. La formazione dei quadri deve essere dura, le reclute devono aver paura dei sergenti e questi ultimi possono anche metter loro le mani addosso pur di ottenere i necessari risultati.”
Questo, in sintesi, il succo della lezione del Segretario americano riguardo all’ethos guerriero che le forze armate devono assimilare. Essa non sarebbe dispiaciuta a qualche ufficiale delle SS tedesche e non è comunque difficile scorgervi l’ombra di Rambo e di Conan oltre che di uno strisciante sadismo. Insomma, una spavalderia e una baldanza da celluloide, intrisa di latente violenza.
Messi da parte i suoi lati più scenografici, il discorso sembra essere lo stesso copione utilizzato dalla cosiddetta “Coalizione dei volenterosi” europea. In entrambi i casi aleggia un fantomatico “Nemico”, che bisogna distruggere. In entrambi i casi, bisogna prepararsi alla guerra “per difendere la pace”. L’’ossimoro, in apparenza attraente, risulta in questo caso poco convincente.
L’intervento del Presidente americano dopo quello di Hegseth è stato non meno stupefacente sotto molti punti di vista. Notando il silenzio della sala, egli ha infatti premesso che si attendeva degli “applausi” per quanto stava per dire e che chi non fosse d’accordo poteva liberamente uscire, naturalmente “mettendo in gioco il rango e il proprio futuro”(sic). Il minimo che si può immaginare è che la grossolana intimidazione da bullo del Comandante in capo delle Forze Armate americane non sia stata molto gradita dall’uditorio, che ha peraltro mantenuto una disciplinata compostezza.
Infine, dopo una caotica rassegna di temi, sempre all’insegna della spavalderia e delle spacconate (“Noi abbiamo sempre vinto tutte le guerre e vinceremo sempre”), l’annuncio finale: l’esercito sarà mandato nelle città per proteggere i cittadini dagli invasori o comunque dai rivoltosi. Come egli ha aggiunto, le città diventeranno “terreno di allenamento” per i soldati.
Mentre la Costituzione americana consente l’intervento dei militari sul territorio nazionale solo in caso di insurrezione e rivolta armata, cosa che quindi, almeno in teoria, rende illegale il progetto di Trump, la nozione delle città come “terreno di allenamento” è fra l’altro puerile e incoerente. Che tipo infatti di reale ed efficace allenamento può infatti rappresentare lo scontro con dei civili disarmati o comunque privi di esperienza e del mastodontico armamentario di cui godono i soldati di professione? Sarebbe come fare sollevamento pesi sollevando pochi grammi.
Le suddette perorazioni e sostanzialmente il delirio guerresco ammanniti ai silenziosi generali possono apparire comici e ridicoli, ma sarebbe incauto sottovalutarli. Essi sono la bandiera o comunque un riflesso dell’auto-coscienza dell’attuale Amministrazione americana, intossicata dal proprio eccezionalismo e dal proprio bullismo e incapace di moderazione strategica. L’unica conseguenza degna di nota di tale spavalderia ad oltranza è quella di rafforzare la diffidenza verso gli stati Uniti in giro per il mondo, che si tratti di avversari o anche di supposti alleati. Nel caso di questi ultimi, i rischi sono ancora maggiori. L’ossessione egemonica e le narcisistiche proiezioni di vittoria – esistono altri agguerriti concorrenti – possono trascinare l’Europa in un disastro anche superiore a quello ucraino, anch’esso un prodotto della stessa ossessione.
3 ottobre 2025





