Mattia Feltri nella sua quotidiana rubrica su La Stampa sottolinea come, dopo un periodo difficile caratterizzato da un clima di odio e attacchi nei suoi confronti, la Presidente del Consiglio abbia trovato conforto e speranza nella cerimonia dell’addio a Charlie Kirk . L’evento viene descritto come una “grande, struggente manifestazione d’amore”.
Scrive Feltri: ”Dopo un po’ di giorni nei quali Giorgia Meloni s’era vista assediata dall’odio, dalle minacce, delle ingiurie, da un clima di piombo, da avversari digrignanti, da una sinistra violenta, da una stampa ostile, da una piazza feroce, ovunque ombre maligne, finalmente uno squarcio di luce nel cielo di piombo: il funerale di Charlie Kirk a Glendale, Arizona”.
In particolare, Giorgia Meloni è rimasta colpita da diversi aspetti:
- Le parole di perdono: la moglie di Charlie Kirk, Erika, ha perdonato l’assassino.
- La comunità unita: ha notato la reazione “composta” e la partecipazione di “decine di migliaia di persone” unite nel pianto e nella preghiera.
- Lo spirito del dialogo: Meloni ha sottolineato come Kirk, che aveva basato la sua vita sul dialogo e il confronto, non sia stato tradito nemmeno nel momento della sua morte.
- Il messaggio di pace: secondo la Presidente del Consiglio, la cerimonia ha rappresentato un “messaggio potentissimo” lanciato “con la forza della libertà, della fede e dell’amore” per contrastare la violenza e l’odio politico.
In sintesi, l’articolo presenta la figura di Charlie Kirk e la sua comunità come un esempio di “amore irriducibile davanti all’odio”, un concetto che Meloni ha contrapposto, nel suo discorso, a un commento di Donald Trump riportato alla fine del testo, in cui Trump ammette di odiare i suoi avversari.
23 settembre 2025





