Francesco Verderami, sul Corriere della Sera, cerca di analizzare le tensioni all’interno della coalizione di centrodestra, in particolare tra Fratelli d’Italia e i suoi alleati, riguardo alle candidature per le elezioni regionali.
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, sostiene che FdI non debba subire la “tattica del carciofo”, dove gli alleati (Lega e Forza Italia) rivendicano le candidature una dopo l’altra, regione per regione. Per FdI, non si tratta solo di una questione di potere, ma di un principio: cedere troppo farebbe passare il messaggio che il partito non ha una classe dirigente valida.
Il voto nelle Marche è visto come un test cruciale per dimostrare la forza di FdI e la capacità di indicare candidati vincenti dopo la sconfitta in Sardegna.
L’articolo menziona un presunto accordo per il Veneto, dove il candidato della Lega, Stefani, otterrebbe il sostegno di FdI. Questo permetterebbe a Giorgia Meloni di non indebolire Matteo Salvini. Tuttavia, l’intesa non risolverebbe la questione del “carciofo” a meno che non si preveda una staffetta con la Lombardia.
La Russa insiste sul fatto che FdI debba avere un candidato al Nord per la stabilità del governo. Infine, l’articolo collega la trattativa sulle candidature a quella sulla legge elettorale, sottolineando come l’intesa in Veneto potrebbe facilitare l’accordo sulla legge elettorale, nonostante le perplessità di Lega e Forza Italia, che temono di essere “cannibalizzati” da FdI.
13 settembre 2025





