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Editoriali

Un’Italia meno disunita

Angelo Panebianco pubblica sul Corriere della Sera, un lungo editoriale in cui esplora la possibilità che l’Italia possa formare in futuro una “grande coalizione” o un “governo di solidarietà nazionale”. Se è vero, sostiene il professore, che nella cucina della politica italiana i cuochi stanno mescolando gli ingredienti che servono per cucinare una nuova legge elettorale si spera che una tale legge, se vedrà la luce, possa servire a ridurre almeno un po’ la frammentazione delle forze parlamentari. Ridurla è sempre una buona cosa ma oggi sono soprattutto le nuove condizioni internazionali che rendono auspicabile un tale esito.

I punti principali dell’articolo sono:

Necessità di una grande coalizione: la crescente gravità della situazione internazionale potrebbe richiedere all’Italia di formare un governo di unità nazionale. Tuttavia, ciò sarebbe possibile solo se ci fosse una minore frammentazione delle forze politiche.

Percezione del rischio: l’autore sottolinea che l’atteggiamento di molti italiani è ancora caratterizzato dalla “rimozione” del pericolo, vivendo in un “mondo di ieri” che non esiste più. Questo disallineamento tra la percezione pubblica e la realtà internazionale è il principale ostacolo.

  • Comportamento del governo: il governo, pur sostenendo l’Ucraina, evita di inviare truppe. Questo perché, secondo Panebianco, deve tenere conto dell’opinione pubblica, che non vuole essere “infastidita” e non è ancora pienamente consapevole dei rischi.
  • Comportamento dell’opposizione: l’opposizione, in particolare il PD, continua ad attaccare il governo anche sulla politica estera, non cogliendo l’opportunità di mostrare un atteggiamento responsabile in nome degli interessi nazionali, a differenza di quanto fatto da Giorgia Meloni durante il governo Draghi. L’autore attribuisce questo comportamento alla scarsa consapevolezza dell’elettorato. Prospettiva futura: Panebianco conclude che, affinché un governo di unità nazionale possa nascere, è essenziale che l’opinione pubblica italiana prenda coscienza della gravità della congiuntura internazionale e della “guerra ibrida” in atto, che colpisce anche l’Italia. Solo in quel momento, ciò che oggi sembra “fantapolitica” diventerà una “necessità riconosciuta e accettata dai più”.
  • 13 settembre 2025