L’articolo di Gianni Riotta pubblicato su la Repubblica analizza il crescente clima di violenza politica all’interno dei campus universitari americani. Il pezzo si apre con il caso di Charlie Kirk, un influencer trumpiano, ucciso durante un’assemblea alla Utah Valley University. Il presunto attentatore, Tyler Robinson, di 22 anni, è descritto come un appassionato di videogiochi che ha inciso messaggi antifascisti e versi di “Bella Ciao” sui proiettili.
Cresciuti sotto Obama e Trump, nell’America di Taylor Swift e del kolossal Maverick di Tom Cruise, Charlie Kirk e Tyler Robinson si sono ritrovati di fronte alla Storia in un campus affollato di studenti, fan accaniti di destra misti a nemici giurati del presidente, antifascisti militanti.
L’autore sottolinea che l’incidente non è un caso isolato e fa parte di un trend preoccupante: negli ultimi cinque anni, il numero di giovani americani che ritengono “legittimo l’uso della violenza contro gli avversari politici” è aumentato dell’80%. In particolare, il 34% degli studenti universitari ritiene accettabile usare la violenza per impedire a qualcuno di parlare nel campus.
L’articolo evidenzia anche altri episodi di violenza politica, come i due attentati a Donald Trump durante la sua campagna elettorale, l’assassinio della deputata del Minnesota Melissa Hortman e l’incendio della casa del governatore della Pennsylvania Shapiro. Il professor Sean Westwood del college di Dartmouth afferma che questa “epidemia di violenza” non è limitata ai campus, ma coinvolge tutte le fasce d’età. Secondo i sondaggi, circa dieci milioni di americani si dichiarano favorevoli al terrorismo politico. L’articolo si conclude tornando sul caso di Tyler Robinson, di cui si saprà tutto, a differenza di Thomas Crooks, che sparò a Trump, per riflettere su come questo fenomeno sia diventato virale online.
13 settembre 2025





