Nell’amicizia eterna fra Vladimir e Jinping, il leader Usa è il terzo partner. Fra tradimenti continui
L’ambasciatore Stefano Stefanini ha pubblicato su La Stampa un editoriale nel quale evidenzia le dinamiche del “triangolo” geopolitico tra Cina, Stati Uniti e Russia.
Il triangolo geopolitico e il ruolo di Trump
L’analisi parte dall’incontro tra Xi Jinping e Vladimir Putin, sul quale incombe la figura di Donald Trump. Il presidente americano si è inserito come un “terzo partner” nell’amicizia tra Pechino e Mosca, introducendo dinamiche di gelosia e diffidenza, soprattutto da parte russa. Putin teme un possibile “tradimento” di Xi a favore di un flirt strategico con Trump, incentrato sulla questione di Taiwan.
Scrive Stefanini: ”Vladimir rischia di essere lasciato a casa da un’eventuale avventura extra-coniugale di Xi, attratto soprattutto dalla prospettiva di flirt taiwanese con Donald. Putin non è atterrato nella capitale cinese al massimo della forma. In tono minore sulla Piazza Rossa, dieci giorni fa. Forse per allergia primaverile ai droni. Quel «caro amico di lunga data» indirizzato a Xi nel video messaggio pre-partenza tradisce l’insicurezza del partner che si teme invecchiato. A che pro assicurare fedeltà inoffensiva – «la nostra amicizia con la Cina non è diretta contro nessuno» –? Xi non la mette in dubbio. Il presidente cinese l’ha invitato proprio mentre stava ricevendo Donald – la visita era in programma ma senza data – dando così due segnali: di non rinunciare al vecchio amico per il nuovo e di sentirsi un punto di riferimento obbligato per entrambi. Rassicurazione il primo, quasi convocazione il secondo. Vladimir si è precipitato a Pechino”.
Prosegue Stefanini: ‘‘La questione Taiwan. In genere era il contrario, ma Trump incassa, dell’isola non parla, la visita finisce a tarallucci e vino, e 14 miliardi di dollari di armi a Taipei sono ancora in attesa della sua firma.Putin è in una posizione ancora più debole. La guerra in Ucraina sta andando male. Sul piano militare è quasi ferma. Ma si contano i caduti e la stima delle perdite russe, 352.000, è spaventosa. Prima o poi filtra nel pubblico, finora impermeabilizzato. Pure sul piano diplomatico è ferma. I soliti negoziatori americani, Witkoff e Kushner, non hanno cavato un ragno dal buco. Zelensky gli ha tenuto testa quando era ben più alle strette di adesso. Se poi fosse vero il perfido titolo del Financial Times secondo cui «l’amico di vecchia data» Xi avrebbe detto al nuovo amico Donald che Vladimir potrebbe «pentirsi dell’invasione dell’Ucraina», apriti cielo per il presidente russo. Di amici gliene sono rimasti pochi e neppure di quelli si può fidare? Oggi Xi lo abbraccerà e lo rassicurerà. I voti coniugali dell’amicizia senza limiti saranno rinnovati, la Cina continuerà a tenere in piedi l’economia di guerra russa, il petrolio russo rimpiazza quello dal Golfo – indiretto favore di Donald a Vladimir. Tutti amici come prima. Il triangolo? Lo rifarei
La centralità e la forza di Xi Jinping
Ricevendo in rapida successione il leader americano e quello russo, Xi posiziona la Cina su un gradino superiore, richiamando la centralità storica del “Celeste Impero”.
- La strategia del sorpasso: l’obiettivo cinese resta il sorpasso degli USA entro il 2050. Nel frattempo, Xi si accredita come l’unico leader stabile e responsabile in mezzo a due rivali indeboliti.
- I vantaggi dai passi falsi altrui: la forza attuale della Cina non deriva solo da meriti propri, ma dagli errori strategici dei rivali: la Russia è bloccata in Ucraina e gli USA sono assorbiti dalle tensioni in Medio Oriente (Iran), lasciando così scoperta la vigilanza sul Pacifico e sulla competizione tecnologica.
Le debolezze di Trump e Putin
Donald Trump
- Si è presentato a Pechino indebolito dalla crisi nel Golfo e dalla chiusura dello stretto di Hormuz.
- Ha dovuto incassare i moniti di Xi su Taiwan, subendo lo stallo dell’invio di armi a Taipei, e ha dovuto rinunciare alla retorica dei dazi dopo che la Cina ha risposto con il controllo sulle esportazioni di terre rare.
Vladimir Putin
- Appare in una posizione di netta debolezza: la guerra in Ucraina è militarmente e diplomaticamente in stallo, a fronte di perdite umane spaventose (circa 352.000 russi).
- Soffre l’isolamento internazionale e il timore di non potersi fidare totalmente di Xi, specie dopo le indiscrezioni della stampa internazionale (come il Financial Times) su presunte critiche cinesi all’invasione ucraina.
In conclusione: nonostante i sospetti e il gioco bilaterale di Xi, i “voti nuziali” dell’amicizia senza limiti tra Cina e Russia verranno rinnovati. Pechino continuerà a sostenere economicamente Mosca acquistandone il petrolio, ma la vera vincitrice del triangolo resta la Cina, capace di manovrare e sfruttare a proprio vantaggio le difficoltà di entrambi i rivali.
23 maggio 2026





