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Lo Stato sociale è finito?

L’editoriale di Maurizio Ferrera, “Lo stato sociale è finito?”, pubblicato sul Corriere della Sera, esplora la crisi e il futuro dello stato sociale in Europa, specialmente in Italia. Ferrera sostiene che lo stato sociale si trova a un bivio storico a causa di una combinazione di fattori, che includono un calo delle risorse, un aumento dei bisogni e l’emergere di nuovi rischi.

Le nuove sfide per il welfare

L’autore identifica diverse sfide principali che minacciano la sostenibilità dei sistemi di welfare.

Fattori strutturali: L’invecchiamento della popolazione, la stagnazione economica e gli effetti occupazionali delle transizioni tecnologiche ed energetiche erodono le basi economiche e demografiche dei sistemi di protezione sociale.

Shock improvvisi: La globalizzazione ha reso le nazioni vulnerabili a crisi intense e inaspettate, come la crisi dell’euro, la pandemia di COVID-19 e l’impennata dei costi energetici. Questi eventi richiedono ingenti stanziamenti di spesa, mettendo a dura prova le finanze statali. In Italia, per esempio, le spese aggiuntive per la sanità e i “ristori” durante la pandemia, insieme agli stanziamenti per la crisi energetica, ammontano a centinaia di miliardi di euro.

Possibili soluzioni e proposte

Ferrera suggerisce una serie di possibili soluzioni per riformare lo stato sociale:

Riallineamento delle priorità: È necessario riallineare gli obiettivi del welfare alla nuova struttura di rischi e bisogni. Il modello tradizionale, basato sui “cinque giganti” di Lord Beveridge (povertà, malattia, ignoranza, disoccupazione, squallore), non è più sufficiente.

Differenziazione dei servizi: L’autore propone una differenziazione nella fornitura dei servizi. I ceti meno abbienti dovrebbero continuare a ricevere protezione dallo Stato, mentre ai ceti benestanti si potrebbe chiedere una maggiore compartecipazione ai costi di sanità, istruzione e consumo energetico.

Riforme pensionistiche: L’articolo sottolinea che in Italia la spesa pensionistica assorbe la maggior parte della spesa sociale, favorendo spesso i redditi più elevati. Per questo motivo, una riforma del sistema previdenziale è considerata ancora necessaria.

Mercato e welfare: Ferrera riprende il pensiero di Beveridge, affermando che il mercato, se ben regolato, è il miglior servitore dello stato sociale. L’autore sostiene che il calo delle risorse è in parte dovuto a inefficienze di mercato e a una bassa produttività. Di conseguenza, è essenziale che le politiche di welfare promuovano una crescita economica sostenuta.

Investimenti sociali: Molti esperti, durante il convegno ESPAnet 2025, hanno proposto di rafforzare gli investimenti sociali, ad esempio in asili nido, istruzione, formazione professionale e politiche attive per il lavoro. Questi investimenti possono generare alti rendimenti economici nel tempo.

Assicurazioni private e riassicurazioni UE: L’editoriale suggerisce di incentivare il ruolo del mercato assicurativo per coprire piccoli rischi individuali e disastri catastrofici. Inoltre, i governi potrebbero creare schemi di riassicurazione a livello europeo per affrontare shock improvvisi come le pandemie.

1 settembre 2025