Sul quotidiano La Stampa il prof. Tommaso Nannicini fa un’analisi dell’accordo tra Donald Trump e Ursula von der Leyen e cita un nuovo studio di Confprofessioni evidenzia come i liberi professionisti italiani saranno duramente colpiti dall’accordo commerciale USA-UE, che introduce nuovi dazi. L’articolo sottolinea che, sebbene l’impatto sui settori manifatturieri e sull’occupazione sia già stato analizzato da Confindustria e INPS, finora si è trascurata la categoria dei lavoratori autonomi, che rappresentano un anello cruciale del sistema produttivo.
I più colpiti
Lo studio, basato su un’analisi dei settori a cui i professionisti fatturano, rivela che in media il 58% del loro fatturato proviene da imprese, molte delle quali operano in settori ad alta esposizione ai dazi (es. farmaceutico, macchinari, auto, alimentare, tessile, chimico). È stato sviluppato un indice di vulnerabilità per quantificare l’impatto atteso:
· Le categorie più esposte sono i consulenti del lavoro, gli ingegneri e le altre professioni economico-finanziarie (consulenti imprenditoriali, finanziari, di marketing), con un indice quasi doppio rispetto alla media nazionale.
· Anche le professioni tecnico-specialistiche (periti industriali, consulenti informatici) sono altamente vulnerabili.
· I commercialisti si collocano a metà classifica, mentre avvocati, notai, architetti, geometri, professionisti in ambito culturale, archeologi, medici e odontoiatri risultano meno colpiti.
Fattori geografici e demografici
L’analisi rivela anche differenze significative a livello geografico e demografico:
- I professionisti del Nord Est sono i più vulnerabili, probabilmente a causa di un sistema di piccole e medie imprese che tende a esternalizzare maggiormente.
- Sono più esposti i maschi e le fasce d’età più anziane, i primi per la maggiore presenza nelle categorie tecnico-scientifiche e i secondi per un fatturato più elevato verso le imprese.
Prospettive e soluzioni
L’articolo conclude sottolineando che questo indice di vulnerabilità riflette una dipendenza più ampia del sistema professionale da shock transatlantici. Sebbene non sia detto che uno shock commerciale si traduca direttamente in un impatto sui professionisti (potendo essere assorbito da aumenti di prezzo o riduzione dei margini di profitto), l’eventuale scarsa resilienza di alcuni settori produttivi ricadrà inevitabilmente anche sul lavoro autonomo. Di conseguenza, le politiche pubbliche dovranno adottare un approccio sistemico piuttosto che settoriale per affrontare queste sfide.
30 luglio 2025





