Anna Zafesova, nel suo articolo su La Stampa, intitolato “Così lo Zar ha sepolto l’illusione della pace”, sostiene che il recente bombardamento di Kyiv, avvenuto il 28 agosto 2025 con 598 droni e 31 missili, rappresenta una risposta diretta della Russia ai tentativi di diplomazia occidentale e un chiaro segnale che Vladimir Putin non è interessato a un accordo di pace.
L’effetto del tappeto rosso srotolato sotto i piedi di Vladimir Putin in Alaska non è durato nemmeno due settimane. 598 droni, 31 missili, 19 morti civili e decine di feriti a Kyiv: il 28 agosto 2025 è la nuova data terribile nella storia della capitale ucraina. Ma non è solamente un ennesimo bombardamento di ordinaria follia, come tanti già subiti in tre anni e mezzo da quasi tutte le città dell’Ucraina, e non soltanto perché i militari russi ieri notte hanno oltrepassato una serie di paletti finora più o meno rispettati, come quello di non colpire il centro di Kyiv e le ambasciate occidentali, e di non mirare ai treni civili, con il deposito delle ferrovie distrutto a Vinnytsa.
Secondo l’autrice, l’attacco, che ha colpito anche il centro della città e le ambasciate occidentali, è stato un “niet” alle iniziative di pace e un “messaggio” a coloro che cercano ancora di trovare una logica o una motivazione negoziabile nelle azioni di Putin. Zafesova respinge l’idea, promossa anche da Donald Trump, che Putin sia un leader che “vuole la pace”. Al contrario, l’articolo argomenta che un leader che desidera la pace non bombarda durante un negoziato, non attacca obiettivi civili e ambasciate, e non finge di non sentire le domande sui civili uccisi.
La tesi principale è che Putin non ha mai voluto la fine della guerra, perché il suo potere e l’economia russa dipendono ormai dal conflitto. L’autrice evidenzia come il regime stia radicalizzando la sua popolazione attraverso la propaganda, con “lezioni importanti” sulla guerra per i bambini fin dai tre anni e l’estensione delle pene detentive per chi “discredita le forze armate”. In conclusione, Zafesova afferma che Putin non accetterà un compromesso in cambio della pace, perché considera la guerra come la passerella di un trionfatore.
29 agosto 2025





